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UNA GITA AL GIORNO. MA CHE BELLA MONTEVECCHIA!


Per questo mese abbiamo scelto una gita “facile”, ma non priva di sapore. Pensate che a pochi chilometri da Milano potrete ammirare le “piramidi”. Siamo in Brianza, a Montevecchia; il paese conta circa 3000 anime ed è sede del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Non c'è angolo di questo territorio che non profumi di rosmarino o salvia: infatti le erbe aromatiche sono una produzione caratteristica locale. Ma parlando di prodotti locali non si può fare a meno di citare i furmagett de facirola (formaggette di cui è obbligatorio fare scorta) e il Pinciarel (vino rosso classico delle uve di collina brianzola).

Oh, allora, cosa c'è da vedere? La prima cosa che trovi salendo la strada è la Chiesa di San Giovanni Battista Martire edificata nel 1920 circa, ma uno degli obiettivi della gita è sicuramente il Santuario della Beata vergine del Carmelo, emozionante e suggestiva salita costituita da una scalinata di 180 gradini circondata da ligustro e tigli. Fu costruita tra il 1571 e il 1636; intorno al Santuario sono collocate sedici edicole in pietra arenaria con sculture del '700 in corrispondenza del sentiero della Via Crucis che interseca la scala santa, dando così vita a una sorta di balcone circolare.

La piazza centrale del paese è Largo Agnesi; qui, da una ampia balconata si può spaziare con lo sguardo ammirando tutta la Brianza e sullo sfondo ecco Milano: nelle giornate più limpide potrete vedere la Madonnina. Su questa piazza si affacciano alcune ville prestigiose, tra queste Villa Agnesi Albertoni. Qui visse da fanciulla, per poi tornarvi in età avanzata, la celebre matematica del XVIII secolo Maria Gaetana Agnesi, ricordata da una lapide all'ingresso della villa. Pochi metri più in là, sulla cresta della collina, c'è Villa Vittadini, il cui accesso è protetto da un portale del '600. Alle spalle di questa splendida costruzione possiamo trovare un sentiero che si addentra nella campagna attraverso piante di rosmarino, filari di vite e vari alberi da frutto fino a raggiungere località Galeazzino, dove possiamo trovare l'immancabile agriturismo. Invece, dall'altra parte rispetto alla villa, troviamo un'altra salita che ci conduce alla piazzetta di San Bernardo e all'omonima chiesa. Sarete sorpresi che a prima vista ci siano più chiese che case; infatti, oltre a quelle già citate abbiamo anche la chiesa di San Mauro e Beta Vergine della Consolata (chiesetta di modeste dimensioni, raccolta intorno a un piccolo campanile a vela con pregevoli corridoi in seminato veneziano). Poi ancora la Chiesetta di San Giuseppe con affreschi raffiguranti la vita del Santo.

Vi sono anche due musei: uno è Cascina Butto, il centro visite del Parco; l'altro è Ca' del Soldato, cosiddetto perché la leggenda narra che qui decise di fermarsi un soldato napoleonico affascinato dalla pace e dalla bellezza del luogo. Il museo consente di conoscere la fauna del parco in un ambiente naturalistico.

Da Montevecchia partono anche numerosi sentieri naturalistici, la bellezza di undici sentieri che ci permettono di addentrarci in boschi di castagni oppure filari di vite, di trovare il ponte della Verteggera risalente al Medio Evo o, ancora, cascine con antichi lavatoi e fontane in pietra. Insomma, delle passeggiate panoramiche non difficoltose ma da non sottovalutare e comunque da non affrontare all'imbrunire, il buio potrebbe sorprendervi.

Ah già, all'inizio abbiamo parlato di piramidi, sveliamo l'arcano. Si tratta di tre formazioni collinari il cui posizionamento riproduce esattamente la piana di Giza vicino al Cairo. Secondo lo studioso Vincenzo di Gregorio un’antica civiltà avrebbe modellato le colline di roccia calcarea, che non possono essere coltivate, a scopo religioso. Le Piramidi oggi possono essere scoperte percorrendo il percorso Prati Magri.

Eh, lo so, vi è venuto appetito. Come di consueto ecco qualche indicazione. I locali sono molti, la tradizione è quella della cucina lombarda. Uno dei ristoranti storici è di sicuro la Trattoria da Pasqualino, dove potete trovare i classici formaggini rigorosamente di caprino e robiola fresca. Poi c'è il ristorante Passone, nel cui menù alla carta spicca l'ossobuco con polenta e i formaggi accompagnati da composte di frutta. Un locale fuori dal tempo e suggestivo è l'Osteria Abbandonato: non lo troverete su Internet, non hanno il telefono, nemmeno insegne e non ci sono cartelli che lo indichino. Insomma, trovarlo è un po’ una caccia al tesoro, bisogna chiedere, informarsi presso gente del luogo, ovviamente non accettano prenotazioni, ma la ricerca è ripagata dal gusto e dai prezzi economici. Se invece siete rimasti nella piazza a guardare il panorama e non avete voglia di camminare, proprio lì, in Largo Agnesi, ci sono il Ritrovo, con grandi taglieri e birra a volontà, oppure la Piazzetta, ottimo ristorante con tavoli sulla balconata e vista mozzafiato. A proposito di panorama, consigliamo anche Al Galeazzino, più romantico soprattutto al tramonto.

Tutto intorno al centro ci sono gli agriturismi, tanti e confortevoli, alcuni a menù fisso (circa 30/35 euro) con piatti abbondanti e di soddisfazione; in centro anche due pregevoli gelaterie, Montebianco e Gelartista, quest'ultima vi proporrà anche un gelato per il vostro cane che vi ha seguito fin qui.

Per arrivare a Montevecchia partendo dalle nostre parti, dovete prendere la tangenziale est, uscita a Carugate, direzione Lecco, fino a Cernusco Lombardone; poi lasciatevi guidare dalle indicazioni.

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