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L'OSSESSIONE PER L'ETERNA GIOVINEZZA: LA SINDROME DI DORIAN GRAY

A fronte di una maggiore longevità della popolazione, la nostra società tende a proporre come modelli elettivi la gioventù e la bellezza, come se la vecchiaia oggi non esistesse e dovessimo rincorrere l'eterna giovinezza a tutti i costi. Siamo continuamente bersagliati da messaggi, sia da parte dei mass media che sui social network, che esaltano la bellezza, esibendo immagini di corpi giovani.

Per contrastare i segni dell' invecchiamento, oltre ai molteplici prodotti cosmetici, vengono impiegate persino soluzioni tecnologiche, che oltre ad avere l'effetto di ringiovanire i volti,  vanno a contrastare l'immagine o la percezione stessa della vecchiaia. Vanità e culto dell'aspetto fisico hanno raggiunto un'importanza esagerata nella nostra società ed in alcuni soggetti il rifiuto dell'invecchiamento può diventare patologico. A questo proposito, nel 2000 gli psichiatri Brosig, Kupfer, Niemeier e Gieler hanno descritto per la prima volta la sindrome di Dorian Gray, nel loro omonimo saggio. Il nome della sindrome è un chiaro riferimento al capolavoro letterario di Wilde, nel quale il giovane e avvenente protagonista, sotto l'influenza di Lord Henry Wotton, si convince che l'unico bene prezioso sia la giovinezza e decide di scambiare la propria sorte con quella del suo ritratto: il quadro invecchierà, mentre lui resterà per sempre giovane.

I soggetti affetti da questa sindrome presentano una preoccupazione ossessiva per il proprio aspetto fisico e per il mantenimento di un'apparenza giovanile, cui attribuiscono il loro stato di benessere generale.

Il disturbo colpisce indistintamente sia uomini che donne. Spesso la sindrome si accompagna a vigoressia, ovvero l'ossessione per il fisico perfetto, e ortoressia, l' ossessione per il mangiare sano. In alcuni casi questa sindrome si associa anche a dismorfofobia, ossia alla percezione errata o alterata del proprio corpo e l'individuazione di difetti fisici inesistenti.

Le persone che ne sono affette possono arrivare a sottoporsi ripetutamente ad interventi di chirurgia estetica, iniezioni di botox e ad altri trattamenti invasivi, senza rendersi conto che l'eccessivo ricorso a questi procedimenti può mettere in pericolo la salute.

La resistenza all'invecchiamento sarebbe associata ad una mancata maturità emotiva e a marcati aspetti narcisistici: la continua ricerca di sguardi ammirati servirebbe a riaffermare il proprio valore. Le persone con la sindrome di Dorian Gray non desiderano soltanto rimanere giovani per quanto riguarda il loro aspetto fisico, bensì si comportano come eterni adolescenti, rifiutando di portare a compimento il processo di maturazione emotiva.

Sembra che questi soggetti rincorrano un'immagine di sé idealizzata, bella e giovane, che non viene mai raggiunta, con profondo senso di frustrazione e insoddisfazione. Possono sviluppare disturbi d'ansia, disagio sociale e depressione. Nei casi più gravi, possono mettere in atto comportamenti autolesivi, come nel romanzo di Wilde in cui il protagonista alla fine pugnala il ritratto uccidendo, in realtà, se stesso.

Si tratta, quindi, di una forma di disagio da non sottovalutare e che può richiedere un aiuto psicoterapico.

Dr.ssa Stefania Arcaini

 

Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti. 

Per suggerire temi da affrontare scrivetemi: 



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