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L'ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività)

improntaredazione
8 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

E’ un disturbo del neurosviluppo che coinvolge molte persone in età prescolare e scolare, ma anche persone adulte, persone che per i casi della vita non hanno mai fatto i conti con questo disturbo, o che hanno imputato i segnali ad altre cause, a volte banalmente allo stress, la stanchezza se non addirittura al carattere. 

Sappiamo adesso che l'ADHD agisce influenzando le capacità di attenzione, autocontrollo e regolazione del comportamento, per una migliore comprensione abbiamo diviso l' argomento in due parti la prima relativa ai bambini e la seconda agli adulti.

 Comprendere i sintomi, le cause e le strategie di gestione è fondamentale per supportare bambini e bambine con ADHD nel loro percorso di crescita e apprendimento. Questo disturbo, che interessa circa il 5-7% della popolazione infantile a livello mondiale, può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana, sia in famiglia che a scuola.

L'ADHD nei bambini può manifestarsi in modi diversi. In generale, bambini e bambine con ADHD possono avere difficoltà a mantenere l' attenzione su compiti o giochi, tendere a perdere facilmente oggetti necessari per le attività quotidiane e mostrare un'eccessiva attività motoria o irrequietezza.

Inoltre, seguire istruzioni e portare a termine compiti può risultare complicato.

 

COME RICONOSCERE L'ADHD NEI BAMBINI?

I sintomi si suddividono principalmente in tre categorie:

- disattenzione, che si manifesta con difficoltà nel concentrarsi e nell'organizzare le attività;

- iperattività, che si esprime attraverso movimenti incessanti e l'incapacità di rimanere fermi a lungo;

- impulsività, come l' incapacità di aspettare il proprio turno o di interrompere frequentemente gli altri.

 

L'ingresso a scuola rappresenta una sfida significativa per i bambini con ADHD.

Le difficoltà a seguire le regole della classe e le frequenti possibilità di distrazione possono ostacolare l'apprendimento, rendendo complicato per il bambino rimanere concentrato a lungo. Inoltre, possono insorgere problemi di interazione sociale con i coetanei, che potrebbero percepire alcuni comportamenti come inappropriati. I bambini con ADHD spesso incontrano difficoltà nel completare i compiti scolastici, organizzare il materiale didattico e rispettare le scadenze.

È consigliabile proporre specifiche attività didattiche per bambini con ADHD, come schede dedicate a migliorare attenzione e concentrazione.

Tra i giochi utili a favorire il focus su obiettivi specifici, la pianificazione e il rispetto delle routine scolastiche, troviamo:

- unire i puntini

- trova le differenze

- indovinelli

- giochi di strategia.

Anche i giochi strutturati possono essere utili per canalizzare l'energia e sviluppare competenze sociali, mentre il supporto didattico con attività mirate può migliorare l' organizzazione e la gestione del tempo. Attività che promuovono il movimento controllato, come lo sport, possono risultare particolarmente efficaci nel migliorare la concentrazione e ridurre l'iperattività.

Esempi di strategie efficaci includono:

Definire regole chiare e condivise: poche regole semplici, espresse in modo positivo, possono aiutare il bambino a sapere cosa ci si aspetta da lui.

Utilizzare rinforzi immediati e concreti: premi simbolici, elogi o piccoli privilegi possono motivare il bambino a mantenere comportamenti adeguati.

Stabilire routine prevedibili: orari regolari per le attività quotidiane possono ridurre l'ansia e favorire l'autonomia.

Adattare l'ambiente domestico e scolastico: ridurre le fonti di distrazione, organizzare lo spazio di studio e prevedere pause programmate possono aiutare il bambino a concentrarsi meglio. Queste strategie, se applicate con coerenza e in collaborazione tra famiglia e scuola, possono contribuire a creare un clima di fiducia e sostegno, favorendo lo sviluppo delle potenzialità del bambino con ADHD.

 

ADHD adulti: come si manifesta nella vita quotidiana.

GLI ADHD SINTOMI ADULTI

Sono spesso meno evidenti rispetto a quelli osservabili nei bambini. L'iperattività può trasformarsi in un continuo senso di irrequietezza interiore, mentre le difficoltà attentive si manifestano attraverso una costante fatica nell' organizzare le attività quotidiane.

Molte persone descrivono la sensazione di avere una mente sempre in movimento, con pensieri che si susseguono rapidamente, difficoltà a stabilire priorità e una continua alternanza tra periodi di intensa concentrazione su argomenti particolarmente stimolanti e momenti in cui anche i compiti più semplici diventano estremamente difficili da iniziare.

 

Conoscere gli ADHD sintomi permette di riconoscere un funzionamento neurocognitivo diverso e comprendere quando può essere utile intraprendere un percorso di diagnosi ADHD adulti.

Tra gli ADHD sintomi più frequenti si osservano:

difficoltà a mantenere l' attenzione su attività poco stimolanti; procrastinazione cronica; frequenti dimenticanze; difficoltà nella gestione del tempo; perdita di oggetti; impulsività nelle decisioni o nelle conversazioni; difficoltà nell' organizzazione della vita quotidiana; iperfocus su attività di forte interesse; regolazione emotiva complessa; affaticamento mentale dovuto al continuo sforzo di compensazione.

 

Uno degli aspetti più frequentemente riportati dalle persone ADHD è l' overthinking.

L'overthinking consiste nella tendenza a pensare continuamente agli stessi eventi, anticipare scenari futuri, analizzare conversazioni già avvenute o immaginare tutte le possibili conseguenze di una decisione. Non si tratta semplicemente di “pensare tanto”, ma di una difficoltà nel interrompere il flusso dei pensieri, che può rendere complicato addormentarsi, prendere decisioni o rilassarsi.

Nelle persone ADHD l' overthinking è spesso legato alle difficoltà delle funzioni esecutive e alla regolazione emotiva, contribuendo ad aumentare il senso di stanchezza mentale.

Se una persona sospetta di avere l'ADHD, il primo passo è rivolgersi a uno specialista, come uno psichiatra o un neuropsichiatra, per una valutazione approfondita.

È importante evitare l' autodiagnosi e affidarsi a professionisti esperti nel riconoscere i sintomi e differenziarli da altre condizioni psichiatriche o neurocognitive.

 

La diagnosi di ADHD è clinica, basata sulla raccolta della storia del paziente e su interviste strutturate.

“Un aspetto critico è il rischio di sovradiagnosi e overtreatment: la soglia al di sopra della quale iniziare un trattamento farmacologico è argomento dibattuto nella comunità scientifica.

Per questo motivo, è fondamentale una valutazione accurata e prolungata nel tempo prima di decidere se un paziente necessiti effettivamente di un trattamento farmacologico”.

 

L'ADHD può essere gestito attraverso diversi approcci:

trattamento farmacologico: in Italia sono approvati 2 farmaci a base di anfetamine e metilfenidato, che agiscono aumentando i livelli di dopamina e noradrenalina nel cervello.

Questi farmaci possono migliorare la concentrazione e ridurre l'impulsività, ma devono essere prescritti con attenzione dopo un'accurata diagnosi;

psicoterapia cognitivo-comportamentale: aiuta a sviluppare strategie per migliorare l'organizzazione, la gestione del tempo e la regolazione delle emozioni;

interventi riabilitativi e comportamentali: tecniche di training attentivo e supporto psicoeducativo possono essere utili per gestire le difficoltà quotidiane;

modifiche dello stile di vita: un'alimentazione equilibrata, esercizio fisico regolare e tecniche di mindfulness (consapevolezza) possono favorire una migliore regolazione dell' attenzione.

 

“È bene precisare che in molti individui, l'ADHD tende a ridursi con l'età, e alcuni pazienti non necessitano più di una terapia in età avanzata”.

 

Come dimostrano le esperienze di personaggi famosi, ad esempio, gli attori Jim Carrey ed Emma Watson, l'ADHD non è un ostacolo insormontabile. Con una diagnosi corretta e un corretto trattamento, è possibile gestirlo efficacemente e condurre una vita serena e soddisfacente.

di Massimo Turci



 
 
 

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