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IL PESCHIERELLO: DALLA GLORIA AL DEGRADO, AL BIVIO URBANISTICO DEL PGT

improntaredazione
13 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

ci sono luoghi la cui storia rispecchia in modo fedele l'anima di un'intera comunità. A Peschiera Borromeo questo luogo ha un nome ben preciso: il Centro Sportivo Peschierello di Mezzate. Ventimila metri quadrati di storia sportiva e sociale oggi recintati e in attesa di un destino definitivo. Nato per sostenere lo sport di base e l'aggregazione giovanile, l'impianto ha attraversato quasi mezzo secolo di trasformazioni: dagli anni dorati del tifo casalingo, al lungo e doloroso limbo di degrado avviato nel 2012, fino ad arrivare al cruciale dibattito odierno, al centro della Variante Generale del Piano di Governo del Territorio (PGT) promossa dalla giunta del sindaco Andrea Coden.

 

GLI ANNI D'ORO:

IL CUORE PULSANTE DEL CALCIO E DELLA CORSA

Progettato e realizzato tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80, in concomitanza con l'espansione demografica di Mezzate e Bellingera, il Peschierello divenne rapidamente il polo d'attrazione principale per famiglie, giovani atleti e appassionati. Varcare i cancelli di via della Liberazione significava immergersi nella vita sociale della città. La struttura era un impianto completo per l'epoca: oltre al campo da calcio a 11, il complesso era caratterizzato da un anello perimetrale simile a una pista di atletica, ideale sia per l'allenamento dei podisti amatoriali che per il riscaldamento pre-gara.

 

LE MITICHE BATTAGLIE PER LA PROMOZIONE

In quel rettangolo verde si respirava il calcio dilettantistico più genuino, legato prima alla S.C. Mezzate e in seguito alla gloriosa epopea del Peschiera Calcio. Le memorie del club si intrecciano con i ricordi di storici allenatori (tra cui mister Liuzzo), dirigenti appassionati (come Porcelli) e folte rose di calciatori locali — come Paternò, Barbato, Chiapella, Stilo, Brambilla, De Mattia, Fregatti, Iannace, Deana e Greco — che hanno difeso con orgoglio i colori sociali. Fu l'epoca delle tribune gremite, dei tornei estivi sotto i riflettori e delle battaglie per la promozione in Prima Categoria. Le sfide contro i rivali del Sud Milano e della Martesana trasformavano l'impianto in una vera bolgia di paese.

 

IL DECLINO, LA CHIUSURA E IL LUNGO ABBANDONO

Tra la fine degli anni 2000 e il 2010 la gestione si aggroviglia: le risorse scarseggiano, i costi lievitano e le convenzioni entrano in stallo. Nel 2012 arriva la mazzata definitiva: le restrittive norme di sicurezza, i relativi costi di adeguamento e la spending review portano alla chiusura ufficiale dei cancelli. L'impianto si trasforma rapidamente in un gigante ferito. Senza custodia, spogliatoi e strutture vengono devastati dai vandali, mentre il campo e la pista vengono sommersi dalle erbacce e le recinzioni sventrate. Per i residenti di Mezzate, la vista di quel rudere diventa una ferita aperta.

 

LA SVOLTA DEL PGT E IL FUTURO DELL'AREA

Di fronte al degrado, la comunità si è mobilitata con proteste e petizioni. Il 30 ottobre 2012 la delibera n. 53 approvò una variante d'utilizzo, prefigurando il passaggio a centro multisport per attrarre investimenti tramite Financial Project.

 

Oggi l'area è a uno snodo decisivo. Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, l' amministrazione Coden ha inserito la riqualificazione nel PGT, avviando percorsi partecipativi.

Con la pubblicazione del Documento di Scoping per la VAS, il confronto si è spostato in Consiglio Comunale tra due visioni: da un lato chi chiede un ripristino a forte vocazione agonistica e calcistica per recuperare l'identità storica; dall'altro chi punta a un hub polifunzionale integrato nel verde con mobilità dolce e ridotto impatto volumetrico. Tuttavia, la forte domanda giovanile rischia di essere penalizzata da progetti pensati solo per il tempo libero, che hanno spesso costretto atleti e squadre a emigrare altrove per mancanza di spazi omologati.

 

LA PAROLA AI CITTADINI, MA…

Con l'apertura delle osservazioni al PGT la parola passa ai cittadini.

La riapertura del Peschierello è assolutamente il primo obbiettivo che deve essere raggiunto il prima possibile. Ma i treni non passano molto spesso e servirebbe il coraggio di fare scelte ambiziose: la vera sfida è creare un moderno impianto agonistico d'eccellenza, capace di diventare un punto di riferimento e volano d'indotto per tutto il sud-est di Milano. La cittadinanza attende il giorno del taglio del nastro, affinché il Peschierello torni a essere motivo d'orgoglio e non solo un ricordo sbiadito.

Fabio Del Prete



 
 
 

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