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IL BURDEN DEL CAREGIVER

Con il termine inglese caregiver ci si riferisce a colui o colei che si prende cura e accudisce un'altra persona.

Parliamo di caregiving familiare quando è un familiare a rivestire un ruolo informale di cura, supporto e  vicinanza ad un proprio caro che, per disabilità o patologie, anche croniche o degenerative, non è autosufficiente.

Sono moltissime le famiglie che vengono interessate dalla necessità di fornire un' assistenza continuativa ad un proprio membro.

Le situazioni possono essere tante e diverse tra loro, come ad esempio la perdita graduale di autonomia dovuta all' invecchiamento o all' insorgenza di una forma di demenza, o di una malattia degenerativa. Generalmente a rivestire il ruolo di caregiver, assumendo il principale carico di assistenza, sono le donne. Spesso devono abbandonare la propria attività lavorativa per dedicarsi a tempo pieno a chi nella propria famiglia non ha più autonomia. Quando,

invece, continuano a lavorare, si ritrovano a dover conciliare il caregiving con gli altri impegni, quali figli, casa e ufficio. Farsi carico dell'assistenza quotidiana di un proprio caro implica non solo un importante dispendio di energie fisiche, ma anche mentali ed emotive.

Frequentemente, il caregiver prova rabbia, stanchezza, frustrazione, senso di inutilità, ma difficilmente riesce a sottrarsi alle incombenze e a dedicarsi a sé,  in quanto il desiderio di avere del tempo libero, di tornare ad una maggiore libertà, suscita dolorosi sensi di colpa. Il caregiver si trova a mettere da parte se stesso, i propri interessi, le proprie realizzazioni, le proprie amicizie e spesso è esposto alla solitudine e all'isolamento sociale.

Tende a trascurare il proprio stato di salute e la qualità della propria vita. Si definisce burden del caregiver la risposta allo stress cronico che viene percepito dal caregiver e dovuto alle azioni di cura nei confronti di familiari ammalati.

Il burden del caregiver è una sindrome simile al burnout, caratterizzata da una sensazione crescente di stanchezza e di esaurimento emotivo, che può portare allo sviluppo di sintomi sia a livello fisico che psichico. I principali sintomi che si possono riscontrare quando questa condizione di stress persiste per molto tempo sono:

· disturbi del sonno (insonnia);

· disturbi gastrointestinali;

· diminuzione delle difese immunitarie;

· disturbi dell'alimentazione;

· flessione dell'umore;

· difficoltà a concentrarsi e a ricordare;

· irritabilità, ansia e attacchi di panico;

· sintomi da somatizzazione (ad es. emicrania).

E' fondamentale, di fronte ai primi segnali di disagio, uscire dall'isolamento parlando con i propri familiari e persone vicine, per condividere le proprie difficoltà e chiedere aiuto ad un professionista per ricevere supporto psicologico.

 

Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti.  Per suggerire temi da affrontare scrivetemi: 

Dr.ssa Stefania Arcaini



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