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FAI: UNA CONCRETA IDEA DI BELLEZZA

L 'Italia è un Paese speciale, basti pensare che abbiamo 55 siti considerati “patrimonio dell'umanità”, 4.026 musei, 293 tra parchi ed aree ecologiche, 570 complessi monumentali.

E le Cattedrali? Sono 225. Poi ci sarebbero i Palazzi Reali: 6, poi anche i palazzi nobiliari ma lasciamo perdere perché solo a Palermo ce ne sono un centinaio.

I Parchi Nazionali sono 25 per 1.600.000 ettari, che dire delle coste? O delle montagne con picchi sopra i 4.000 metri.

In somma l'Italia è un gioiello, su questo ben di Dio, se fossimo capaci, ci potremmo vivere e di rendita. Ma tutto questo ed altro ancora deve essere protetto, curato, mantenuto. Non è solo una questione di soldi ma soprattutto di cultura.

In questo campo interviene il Fai Fondo Ambiente Italiano, nato per il forte desiderio di proteggere la bellezza del nostro Paese, per tutelare luoghi speciali che tutto il mondo ci invidia, ma anche per dare valore a beni minori spesso dimenticati.


Un po’ di storia

Si deve ad Elena Croce, figlia del grande filosofo Benedetto Croce, il primo impulso a creare in Italia un movimento che si prendesse cura di difendere storia, arte e paesaggi d'Italia. Elena si rivolse all'amica Giulia Maria Mozzoni Crespi, durante una passeggiata nella campagna toscana e senza tanti preamboli le propose di fondare un qualche cosa che somigliasse al National Trust inglese, cioè una federazione di associazioni aventi lo stesso scopo. Rimase famosa la risposta di Giulia “Lassù c'è il porridge e noi mangiamo spaghetti, lassù piove e qui splende il sole, vedo poche analogie”. Ma siccome a volte le idee impossibili diventano realtà, nel 1975 nacque il FAI e già nel 1977 i primi beni furono donati, tra questi Cala Junco nell'isola di Panarea, il Monastero di Torba in provincia di Varese, il castello di Avio in Val Lagarina (Trento).

Iniziarono così i lavori di restauro al Monastero di Torba che fecero riaffiorare mura romane ed affreschi longobardi e dopo 8 anni verrà dichiarato Patrimonio dell' Unesco. Nel 1993 nascono le prime giornate di primavera, per la prima volta 90 luoghi in 32 città sono aperti al pubblico, dopo 25 edizioni si conteranno 10.000.000 di visitatori e 123.000 volontari.

L'Italia comincia a capire e la Regione Sicilia affida gratuitamente al FAI per 25 anni il Giardino della Kolymbethra, cioè un gioiello archeologico nella Valle dei Templi di Agrigento. Nel 2003 invece gli italiani sono chiamati per la prima volta a segnalare quei luoghi a cui tengono maggiormente e che magari sono semiabbandonati, in questa prima edizione voteranno 24.200 persone in quella del 2020 i votanti saranno 2.300.000.


La missione è portare gli italiani a scoprire un patrimonio inaspettato, palazzi che si conoscono solo di nome, castelli visti in lontananza.

Ogni luogo aperto necessita della collaborazione di volontari che registrano gli ospiti, li inquadrano e li accompagnano e anche di ciceroni che descrivano con passione quel che si vede, nei giorni scorsi si sono svolte le giornate FAI di autunno, in 350 città italiane sono stati aperti al pubblico più di 700 siti, moltissimi per la prima volta, e sono stati visitati da oltre 330.000 persone.

La singolarità di questo successo è che il valore di un luogo è indipendente dalla sua età, dallo stile architettonico, dal valore economico, dalla sua funzione, può avere valore per tutto il Paese o anche solo per una piccola comunità che in quel luogo o in quella persona si riconosce. Il Colosseo è fortemente romano ma è riconosciuto e riconoscibile a livello mondiale, il Palazzo Ducale a Modena non ha lo stesso impatto mediatico, ma provate a toccarlo ai modenesi.

Dante ha una dimensione mondiale, ma quanto contano Carlo Porta a Milano e Trilussa a Roma. E quante feste locali sono ricche di tradizioni e valori culturali e poco conosciute, pensiamo alla Festa della Bruna che da 600 anni ha come sfondo l'incredibile città di Matera.


Conclusioni

Il FAI è una macchina gigantesca di cui tutti possono fare parte, l'iscrizione costa pochi euro e ti apre le porte a centinaia di luoghi in tutta Italia, dalla Reggia di Venaria a Torino a Palazzo Strozzi a Firenze, ma può anche coinvolgerti con eventi particolari magari alla Fondazione Prada a Milano o alla Biennale di Venezia.

Questo mese non vi abbiamo proposto una gita, ma con una semplice adesione potrete disporre di un catalogo di visite, di gite di esperienze, visitate con il vostro PC il sito FAI e raccontateci le vostre impressioni.


ISCRIVITI AL FAI L'iscrizione vale 12 mesi e, oltre a dare il tuo contributo a una comunità che difende arte, natura e bellezza in generale, avrai la tua bella convenienza: accesso gratuito ai beni FAI aperti tutto l'anno, il 50% di sconto a musei, teatri, giardini, festival convenzionati con FAI, ingresso gratuito ai luoghi gestiti nel mondo da associazioni equivalenti al FAI, ad esempio National Trust of Scotland. Ma veniamo ai costi, che sono veramente irrisori: INDIVIDUALE adulto: 39 euro FAMIGLIA (adulti con bambini): 66 euro

GIOVANE (fino a 25 anni): 20 euro

INSEGNANTE con tutta la classe: 38 euro COPPIA: 60 euro Poi ci sono anche le quote sostenitore e altre notizie che potrete trovare sul sito: www.fondoambiente.it


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