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ESSERE VOLONTARI

Dedico questo articolo al mio caro fratello Guido, che ha prestato 32 anni di servizio volontario per la Croce Rossa Italiana.


La carta dei valori del Volontariato del 2001 definisce il volontario come “la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l'umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni “.

In Italia il volontariato è un fenomeno ben radicato, che permette di supplire alle annose carenze del sistema socio – sanitario. Gratuità e solidarietà sono caratteristiche distintive del volontariato: chi opera nel volontariato, lo fa a titolo gratuito e nell'interesse della collettività.

Cosa spinge tante persone a diventare volontari? Le motivazioni possono essere molteplici e di varia natura: personali, ideologiche, religiose, politiche, ecc. È importante che i volontari si chiedano perché dedicano tanto tempo all'i mpegno gratuito: ognuno ha le proprie ragioni, che vanno riconosciute e non nascoste. Accanto alle motivazioni prosociali, quali la volontà di aiutare gli altri, di rispondere ai bisogni di altre persone e della comunità si riscontrano motivazioni legate a bisogni più personali, anche molto profondi.

Svolgere tale attività, infatti, può aumentare la stima di se stessi e il senso di autoefficacia, può aiutare ad occupare il proprio tempo libero e favorire la conoscenza di altre persone, può permettere di acquisire competenze e di ricevere gratificazioni e riconoscimenti sociali. Inoltre, col tempo si sviluppa il senso di appartenenza ad un gruppo e un' identità di ruolo. In poche parole, attraverso l'opera di volontariato ci si arricchisce a livello umano. A tali benefici, però, fanno da contraltare i “costi” emotivi, che sono inevitabili nell'andare incontro a persone che si trovano in condizioni di svantaggio, di malattia, di emergenza, di sofferenza fisica e mentale.

È necessario imparare ad ascoltare e gestire nel tempo le emozioni che si provano prima, durante e dopo il servizio volontario, in modo da prestare l'opera di volontariato prevenendo pesanti ripercussioni sul proprio benessere psicofisico e da fornire a chi viene assistito un servizio migliore.

È risaputo che chi opera nel volontariato, analogamente a chi lavora nelle professioni di aiuto, corre il rischio di sviluppare la sindrome da burn out.

Per le associazioni e le organizzazioni no profit è fondamentale fornire ai propri volontari un'adeguata formazione e sostegno motivazionale, per prevenire sia il rischio di abbandono sia quello di burn out.





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