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ATTI TRASGRESSIVI IN ADOLESCENZA

La propensione alla trasgressione è naturale in adolescenza, età in cui è forte il bisogno di “provare” i limiti, sia quelli dell'ambiente esterno, sia quelli del mondo interiore: “provarli” nel senso di metterli alla prova per saggiarne la solidità e la permanenza, nonché di sentirli e ammetterne la realtà. Il contesto sociale contribuisce, attraverso la determinazione di valori sociali condivisi, a stabilire ciò che è permesso o vietato, definendo i limiti il cui superamento costituisce una trasgressione. Di fronte ai comportamenti trasgressivi e antisociali messi in atto dagli adolescenti gli adulti, in genere, provano forte preoccupazione e allarme e tendono a rispondere in modo repressivo. Le reazioni repressive si rivelano inefficaci e spesso controproducenti.

Le azioni trasgressive tipiche dell'adolescenza vanno dalle fughe da casa, al consumo di sostanze, ai furti, alle risse e agli atti vandalici. Spesso vengono compiute in gruppo o in coppia, in un contesto ludico e di evasione. Nella preadolescenza si riscontrano con maggiore frequenza gli atti di vandalismo e le aggressioni, mentre dai 15-16 anni si registra un aumento di furti, rapine e trasgressioni che hanno a che fare con il consumo o lo spaccio di droga.

Nel periodo post covid si è osservato un incremento di questi comportamenti tra i giovani, che sembra legato all'iperaggressività e necessità di dare sfogo al fatto di essere stati per molto tempo sottoposti a numerosi divieti e restrizioni alla vita sociale.

È difficile distinguere le situazioni in cui trasgressività e aggressività sono funzionali alla crescita e all'acquisizione di un'identità sociale e quelle in cui, al contrario, esprimono una tendenza antisociale o segnano l'esordio di una carriera delinquenziale. La dottoressa Cristina Saottini, psicoanalista che ha pubblicato numerosi articoli sul tema della devianza minorile, scrive che “L'opacità delle motivazioni, la percezione di una mancanza di alternative decisionali, l'agire d' impulso, l'effetto di contagio deresponsabilizzante del gruppo, la scarsa empatia, la minimizzazione del significato trasgressivo o aggressivo del comportamento, sono tutti tratti che spesso si ritrovano nei ragazzi che commettono reati e nella valutazione iniziale può essere difficile dire quanto siano l'espressione di tratti di personalità stabili, a specifiche condizioni del momento o siano piuttosto da attribuire ad una dinamica evolutiva... La commissione di un reato è un gesto a forte rilevanza simbolica a cui va riservata una corretta lettura per poter comprendere le ragioni del disagio dell'adolescente ed evitare così che si trasformi in un punto di non ritorno verso la delinquenza minorile.” Fondamentale è la risposta che il mondo adulto fornisce, al fine di favorire la ripresa del percorso evolutivo.

Dr.ssa Stefania Arcaini


Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti. Per suggerire temi da affrontare scrivetemi:




















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