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Vince Moretti, qualche riflessione sul voto.


Moretti è il nuovo sindaco di Peschiera, a lui vanno i giusti complimenti e gli auguri di buon lavoro, lavoro che non sarà sicuramente semplice ma di questo si avrà piena consapevolezza col passare del tempo. Intanto un pochino di tempo è passato dal giorno delle elezioni, quindi forse con la mente un po' più fredda si può iniziare una analisi del voto, cosa non facile viste le sorprendenti dinamiche che hanno portato a questo risultato.

Iniziamo col dire che Peschiera è essenzialmente una città con l'elettorato maggiormente propenso ad esprimere un voto di centro sinistra. Anche in questa ultima tornata le forze riconducibili al centro sinistra si assestano intorno al 60% e il centrodestra al 40%. Quindi il fatto che un candidato di centro destra possa imporsi è frutto di eventi straordinari, oggi nel 2021 come già nel 2009 (quando vinse Falletta) solo la disgregazione delle forze di sinistra permette la vittoria all'altra parte. Infatti Peschiera ha una forte connotazione di conflittualità nell'ambito della sinistra, la rottura tra i partiti tradizionali e Peschiera Riparte avevano già condizionato le scorse elezioni, sull'onda di quei rancori mai sopiti le ostilità sono riprese quest'anno. Da una parte Peschiera Riparte che sfrutta 5 anni di “governo” della città (4 anni di latitanza politica e l'ultimo di spese a pioggia più importanti per la visibilità che per la sostanza), le forze tradizionali della sinistra che, cercando di dare una valenza riformista al loro percorso, varano una intesa di programma che vede presente anche una forza di centro destra (noi dell'Impronta), questa coalizione, spostando l'asse dagli schieramenti politici, tenta di portare il discorso solo ed unicamente sulla città, sui cittadini e sui loro bisogni.

Viene scelto come candidato sindaco quello che, senza ombra di dubbio, in passato ha operato in modo migliore. Rimane il centro destra che, furbescamente, si ritaglia un ruolo marginale, come valenza del programma, come spessore del candidato, come bontà delle proposte. La campagna elettorale è stata per buona parte realizzata non per proporre ma per calunniare, non per sostenere tesi ma per criticare quelle degli altri. Questo rancore mai sopito è sfociato in una forca continua nei confronti di Malinverno, ma considerato che gli argomenti utilizzati sono per l'appunto o calunnie o falsità è evidente che l'obiettivo non è Malinverno in quanto tale, ma il candidato sindaco di una parte che scatena il bieco odio dell'altra.

Questo modo di agire, basato sul degrado continuo ed accelerato della politica nazionale, ha sicuramente contribuito ad accentuare la disaffezione degli elettori calati al primo turno e crollati al ballottaggio. Quindi questa campagna elettorale ha di fatto annullato la funzione che dovrebbe avere, cioè parlare di idee e programmi, per concentrarsi su di una intensissima opera di contatti e sensibilizzazione volta più a sussurrare dissenso che a creare consenso.

Non sono quindi serviti i dibattiti pubblici, seguiti solo da supporters delle singole parti e che , in ogni caso, hanno visto Malinverno prevalere sugli altri in modo netto. Non sono serviti i programmi, che già pochi leggono, ma quest'anno soffocati da questo inquinamento ambientale. La conclusione è che Peschiera Riparte ha voluto condizionare il voto di ballottaggio cercando e riuscendo a spostare voti tradizionalmente e sinceramente legati al centro sinistra verso la parte opposta. Ora l' auspicio di tutti è che il sindaco Moretti riesca a governare questa città, riesca non a ricomporre la situazione emozionale, cosa che non gli compete, ma riesca ad intervenire sulle tante mancanze denunciate negli ultimi anni, un lavoro duro e, anche in questo caso, L'Impronta lascerà sicuramente alcuni mesi affinché la nuova maggioranza possa fare il giusto apprendistato. Poi, come sempre valuteremo i fatti, andremo ad elogiare o a colpire a seconda dei casi, saremo attenti, ma perché lo siamo di natura, non avremo pregiudizi ma saremo giustamente severi. Nel frattempo tutta la città dovrà affrontare il caso di quelle persone, numerose, col pensiero rivolto a sinistra che si sono lasciate convincere a regalare la città alle destre. Giungono in redazione le prime lettere e le prime telefonate ma la consapevolezza arriverà più avanti e qualche d'uno dovrà assumersi la responsabilità, politica certo, ma pesante.

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