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SCENDERE IN CAMPO MA … SENZA SALIRE IN CATTEDRA

Se l'espressione Scendere in campo, ormai diffusa da trent'anni, è indissolubilmente associata all'esordio politico di Silvio Berlusconi (1994), il modo di dire Salire in cattedra è senz'altro meno diffuso e sfruttato.

Ovviamente questo modo di dire è figlio primogenito dell' espressione latina “ex cathedra” (letteralmente dalla cattedra) che, nella dottrina cattolica, sta a indicare l'infallibilità del pontefice che si esprime in materia di fede.

Noi, molto più semplicemente, diciamo che sale in cattedra quel tizio che sentenzia a destra e a manca  sentendosi infallibile e particolarmente esperto della materia che racconta e, nel prossimo mese ci capiterà di incontrarne alcuni di questi soggetti …

… Eh, sì, cari amici, si stanno avvicinando le amministrative a Peschiera Borromeo e, come purtroppo accade sempre più spesso, saremo assediati da slogan, e parole d'ordine che ci racconteranno dei massimi sistemi grazie ai quali risollevare una città sempre più allo sbando.

E allora, via alla sfilata delle parole d'ordine tanto attraenti quanto generiche: “sicurezza e viabilità”, “onestà e partecipazione”, “territorio e impatto zero”.

Questi propositi, genericamente declinati, servono solo ad aprire il grande libro dei sogni e delle promesse elettorali; un libro che si chiude subito dopo la proclamazione del Sindaco lasciando sul terreno  mille interrogativi:

 

- Aggiusteranno le buche, rifaranno l'asfalto?

- Sistemeranno il patrimonio comunale (la “barca rovesciata”)?

- Avranno un futuro le strutture abbandonate (Il De Sica, il Bistrot, il Campo sportivo di Mezzate, Il Centro civico di San Bovio – mai aperto)?

- Ridurranno gli aumenti sui servizi (refezione, trasporto scolastico ecc.)?

- Riusciranno a farsi sentire dai “piani alti” per garantire a Peschiera dei servizi sanitari degni di questo nome, anche assicurando la sostituzione di medici che vanno in pensione?

- Riusciranno a fermare l' emorragia che fa scappare il personale dal Palazzo comunale?

 

A queste domande potranno rispondere solo quegli amministratori che chiuderanno il libro dei sogni e mostreranno a tutti noi cosa c'è nelle casse comunali.

Quegli amministratori che ammetteranno:

«Avremmo voluto realizzare X ed Y ma, il nostro Bilancio consente solo X»;

«Abbiamo verificato “tot” evasione e ci diamo un anno per recuperare questi crediti»;

Queste sono le persone che vorremmo in Comune: capaci di scendere in campo senza subire il fascino della cattedra; coraggiosi fino al punto di cancellare il libro dei sogni e scrivere con la gente, giorno per giorno, il prezioso quaderno di una realtà migliore.

Daniele Bertoni



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