top of page

Psicologicamente Parlando OMOBITRANSFOBIA

  • improntaredazione
  • 9 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il termine omofobia fu utilizzato per la prima volta dallo psicologo Weinberg, il quale negli anni Sessanta capovolse la prospettiva secondo cui le persone omosessuali erano malate e descrisse l'omofobia come “un mix di repulsione e preoccupazione… una paura relativa alle persone omosessuali… che sembrava associata alla paura di un contagio, una paura che le cose per cui si era lottato potessero essere minate – casa e famiglia ”.

In seguito, il concetto è stato esteso alla bisessualità e alla transessualità (omo-bi-transfobia).

Non si tratta di una fobia vera e propria, quanto di un insieme di emozioni e sentimenti quali ansia, disgusto, avversione, rabbia, paura e disagio provate, sia consapevolmente che inconsapevolmente, nei confronti di persone omosessuali, bisessuali e transessuali.

Mentre le persone fobiche percepiscono la propria paura come irragionevole e autolimitante, gli omofobi tendono a pensare che la loro ostilità sia condivisibile, persino giustificabile, e assumono atteggiamenti discriminanti, di scherno e disprezzo verso le persone che non si conformano agli standard eterosessuali di genere.

L'omobitransfobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto diverse forme e può esprimersi a livello verbale (insulti, derisione), fisico (aggressioni, violenze) o istituzionale (disparità di trattamento sul lavoro o nell' accesso ai servizi).

Lo psicoanalista Vittorio Lingiardi propone di utlizzare il termine omonegatività, semanticamente meno ambiguo del termine omofobia, distinguendola in sociale e interiorizzata.

Nello specifico quella interiorizzata è l'esito di un meccanismo psicologico di introiezione da parte delle stesse persone omosessuali di pregiudizi, atteggiamenti e sentimenti negativi verso il proprio orientamento sessuale, che viene vissuto in modo conflittuale, come se fosse sbagliato, da rinnegare e nascondere. Tale conflittualità risulta particolarmente intensa in adolescenza, poiché causa sensi di colpa, vergogna, angoscia.

Il processo di consapevolezza della propria omosessualità può essere difficile e doloroso per un adolescente. È molto importante che gli adulti di riferimento, docenti, educatori, psicologi, sviluppino una particolare sensibilità e attenzione che permetta di riconoscere e intercettare il disagio di quei ragazzi che dubitano della legittimità dei propri sentimenti.

Dr.ssa Stefania Arcaini

 

Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti.  Per suggerire temi da affrontare scrivetemi: arcainistefania@gmail.com


 
 
 

Commenti


© 2020 L'IMPRONTA PERIODICO . 

bottom of page