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PERCHE’ FARE IL SINDACO?

Diciamo la verità, se nelle grandi città i candidati sindaco si trovano facilmente, nelle piccole città  l' operazione è più complessa e i possibili candidati si possono suddividere in due categorie:

1) Quelli che pensano a conquistare quel posto per mettersi i galloni sulla divisa, per arricchire il biglietto da visita e non si preoccupano tanto delle conseguenze.

2) Quelli che hanno la passione per la politica ma hanno la consapevolezza di cosa significhi fare il sindaco. 

Alla categoria 1 non abbiamo nulla da dire se non augurarsi che stiano lontano dal nostro territorio.

Con la categoria 2 ci parliamo volentieri.

Dicevamo della passione per la politica, ma è sempre più difficile accalorarsi per qualcosa che perde di significato, le ideologie sono tramontate, anche chi, giustamente, vede la carica di sindaco come mezzo per incidere effettivamente sulla qualità di vita dei cittadini deve scontrarsi con le limitazioni dei poteri assegnati al sindaco per legge.

Quindi pochi poteri ma grandi responsabilità, senza dimenticare che quello del sindaco è un lavoro a tempo pieno, ma scarsamente retribuito. Dicevamo responsabilità, dovute alle funzioni gestionali sempre maggiori ma, soprattutto, slegate ai concreti comportamenti sbagliati del sindaco.

Un paio di anni fa il presidente dell' ANCI (associazione dei comuni) Antonio Decaro disse “Ogni volta che un sindaco firma un atto rischia di commettere abuso d'ufficio, se non firma rischia l'omissione di atti d' ufficio”. 

Insomma perché assumersi delle responsabilità in buona fede e finire nel registro degli indagati magari per un vizio di forma o per responsabilità indiretta?

Non facile rispondere a questa domanda ma secondo noi… il sindaco dovrebbe essere consapevole che l' incarico ricevuto dai suoi concittadini rappresenta il mandato per porsi al servizio della società con tutti i suoi bisogni, per combattere le sacche di povertà, per garantire a tutti gli stessi diritti, per proteggere chi ha bisogno, il sindaco deve avere una visione globale ed una azione locale, deve proiettarsi verso il futuro memore della storia, delle tradizioni, delle persone che rappresenta… 

Ma il sindaco, anche se armato di questi propositi, deve poi comunque scontrarsi con la storia finanziaria del proprio comune, con l'eredità lasciata dal predecessore costituita spesso da debiti, dall' impossibilità di avere spazi nel bilancio ma con la consapevolezza che se salta il bilancio saltano i servizi, ma in una città non si possono spegnere le luci o chiudere le scuole.  Detto questo per onestà verso chi pensa di candidarsi e quelli, sempre meno numerosi, che pensano di votare vediamo ora ….

 

…COSA BOLLE IN PENTOLA A PESCHIERA?

E il dibattito verte ovviamente sui nomi, anche se la buona politica dovrebbe spingere sulla maggiore importanza dei programmi rispetto ai nomi, ma con la decadenza dei valori e la fuga dei cervelli il programma è diventato un qualcosa che può venire dopo, a volte scopiazzando quello di un altro comune. Ma torniamo a noi, il centrodestra probabilmente si presenterà unito (forse! Mah?), come tutti sanno sono divisi praticamente su tutto, non si amano tra le singole forze politiche ma addirittura non si amano all'interno dello stesso partito.

Non emerge un candidato che abbia il fisic du role per fare il sindaco ma c'è la consapevolezza che questa coalizione trainata dalla situazione nazionale abbia possibilità di arrivare ad un buon risultato. Quindi la necessità di rimanere uniti, non certo la volontà, ma è bene ricordare che alle ultime elezioni comunali, il buon risultato non sarebbe bastato ad eleggere un sindaco di centro destra se non fosse intervenuto il patto scellerato e nascosto agli elettori con il quale una forza di sinistra spinse per far eleggere un candidato di destra.

Qualche nome, tra questi Stefania Accosa attuale vice sindaco che non raccoglierebbe però né le simpatie degli alleati, ne all'interno del proprio partito. Poi due nomi della Lega, Pinna e Leone, difficile però che la coalizione  si possa catalizzare su uno di questi. Si può pensare che il nome del candidato sindaco non sia ancora uscito.

Se Sparta piange Atene non ride, come da recente tradizione il centro sinistra vaga nella nebbia.

Per avere una possibilità dovrebbe trovare il modo di presentarsi unito, ma ecco emergere vecchi rancori, scelte sbagliate, divisioni, abbandoni, tradimenti, che potrebbero essere superati se emergesse forte una candidatura di una persona che per standing, cultura, capacità fosse insuperabile, come se fosse facile.

Si è parlato di Giulia Ragnoli, ottimo curriculum professionale, buoni risultati anche internazionali nell' urbanistica, una scarsa conoscenza dei problemi del territorio, dei fatti amministrativi e delle trappole e dei trabocchetti della politica locale.

Poi come è nelle logiche della sinistra è iniziato il balletto di chi abbia più meriti nell'acquisizione della candidata, quindi se le viene messa la maglietta del PD insorgono gli altri e vice versa. A sinistra si lavora per cercare l'unità ma la strada è lunga e piena di ostacoli, più che l'unità finora sembra regni la confusione, si scaldano due liste di sinistra, forse due  e mezzo.



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