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Mediglia in prima linea contro ogni mafia

  • improntaredazione
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Mediglia ha onorato la giornata della legalità e della lotta contro la mafia con una manifestazione esemplare nei contenuti e nell' organizzazione,  con la regia dell' Assessore Rosy Simone, il Sindaco Gianni Fabiano ha accolto al teatro comunale un' ampia scolaresca con relativi insegnanti, personalità locali, comandanti dei Carabinieri e della Polizia Locale, presenti anche Candida Livatino cugina del giudice vittima della mafia e Pasquale Padovano superstite della tragedia dell' aeroporto di Linate, ma soprattutto la persona che ha caratterizzato la giornata, Giuseppe Costanza, autista del giudice Falcone e uno dei pochi sopravvissuti alla strage di Capaci.

Presentato dal Sindaco Fabiano come “..non un superstite ma un testimone della storia italiana..”

Il convegno si è aperto con le note di “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini, opera che al di la della bellezza canora ha dato significato alla giornata, dove il nessun dorma è diventato appello o richiesta alla popolazione a non tacere, non girarsi dall'altra parte, non subire il ricatto mafioso.

Giuseppe Costanza, come dicevamo, autista personale del giudice Falcone, ha arricchito la memoria e lo spirito di tutti ricordando la strage alla quale suo malgrado partecipò.

Ricordiamo infatti che questo episodio del 1992 ebbe grandissimo eco in tutto il mondo, una quantità impressionante di esplosivo trasformò in un attimo un tratto dell' autostrada Palermo – Trapani sulla quale in quel momento transitavano tre auto, il corteo del giudice con la scorta.  Morirono oltre a Falcone 4 persone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro (sembra giusto ricordarne i nomi). 23 furono i feriti tra i quali Giuseppe Costanza.

Proprio a Costanza abbiamo rivolto alcune domande. 

 

Signor Peppino (lui ci ha invitato a chiamarlo cosi)  come mai quel giorno era seduto sul sedile posteriore dell' auto?

Era con noi anche la signora Morvillo che pativa l'auto e ha chiesto di sedere davanti, il marito come segno di gentilezza, per starle a fianco ha preso il mio posto alla guida.


Vuol dire che se si fosse seduto dietro non sarebbe morto?

Non sarebbe cambiato niente purtroppo, il giudice guidava un poco più lentamente, con me alla guida probabilmente ci saremmo trovati nel punto esatto dove è esplosa la bomba che ha invece investito in pieno l'auto davanti a noi senza lasciare scampo ai ragazzi.


Lei cosa ricorda di quel momento?

Un muro di terra, cemento sassi alzarsi davanti a noi poi più nulla. Pensi che una settimana prima il Giudice mi confidò che sarebbe diventato Procura-

tore Nazionale Antimafia, in una settimana.


Ritiene che sia stata fatta giustizia?

Le indagini rivelarono che i maggiori boss di Cosa Nostra parteciparono alla pianificazione Totò Riina, Bernardo Provenzano, Mado-nia, Brusca e altri e optarono per questa operazione da eseguire in modo eclatante. Troppo.


In che senso?

Per uccidere Falcone sarebbe stato sufficiente seguirlo e colpirlo a Roma dove addirittura girava senza scorta, invece è stato scelto Palermo con grande clamore penso per sviare sospetti da Roma.

In ogni caso vi furono molte indagini, migliaia di trascrizioni, decine di indagati e diversi processi. Si sicuramente la manovalanza della strage è stata condannata, la mente, penso di no e mi piacerebbe essere in vita quando si arriverà a tutta la verità ma dubito che ci sarò ancora. Ah posso aggiungere?

La prego…

Quando venne catturato Riina non ci fu neanche la perquisizione nella sua villa, Pro-venzano fu latitante per 40 anni nel suo territorio, le pare possibile? Prima  che venisse ucciso Falcone parlando delle sue indagini citava i famosi “colletti bianchi” come menti raffinatissime.

 

Ringraziamo Giuseppe Costanza per il tempo che ci ha dedicato e lo lasciamo ai suoi impegni che oggi, a quasi 80 anni, sono devoluti al ricordo di Giovanni Falcone ed al contrasto alla mafia. Il Convegno ha poi visto succedersi sul palco alcuni dei ragazzi protagonisti de “Le nostre voci contro la mafia”, scritti, pensieri ricordi emozioni degli adolescenti di Mediglia.

 

Lasciateci dire: una bella giornata, se in tutte le scuole d'Italia si facesse lo stesso aumenterebbe la comprensione, e la lontananza da ogni fenomeno mafioso.

Massimo Turci

 

 
 
 

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