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“Mantua me genuit”

Eh sì, il mantovano Virgilio accompagnò Dante nel lungo viaggio della Divina Commedia, chissà come se la sarebbe cavata ad accompagnarlo tra i gironi del campionato di calcio? Comunque Virgilio è il simbolo del Mantova Calcio 1911, già dalla data si capisce che la tradizione sportiva è radicata in questa città, colori il bianco e rosso, stadio Danilo Martelli (14.000 posti), questa squadra che per anni ha militato in serie A oggi si trova nella terza serie (serie C). Ma come nacque l'idea? Nel lontano 1906 Ardiccio Modena mantovano di ritorno da Liverpool, dove si era innamorata del gioco, convinse l'amico Guglielmo Reggiani a comperare un pallone.. e fu subito calcio. Certo bisogna aspettare gli anni '50 perché il bruco diventi farfalla, serviva uno sponsor e arrivò la ditta petrolifera OZO, poi qualche nome importante come Edmondo Fabbri (Mondino) in panchina, l'ometto (era piccolo di statura) che poi divenne allenatore della Nazionale. In campo un certo Italo Allodi, che come calciatore non sarà stato un campione, ma che ricordiamo come il primo vero general manager italiano del calcio, che disegnò L'Inter di Angelo Moratti. Mancava un soprannome, ma in quegli anni ci fu una esibizione del mitico Pelè in Italia, fu così che il Mantova divenne il “piccolo Brasile”. Negli anni '60 arrivarono anche alcuni stranieri come il brasiliano Sormani (poi Milan), lo svizzero Allemann, l'altro brasiliano Nelsinho, il grande difensore tedesco Schellinger (anche lui Milan) ed un giovane Dino Zoff. Ma in seguito registriamo un continuo di alti e bassi sia sportivi con passaggi dalla B alla C a societari con due fallimenti che diventeranno poi 3 insomma una situazione difficile fino ad oggi, che ritroviamo la squadra in serie C dopo aver guidato in testa un campionato interrotto dal Covid.

Bene, se siete arrivati a Mantova, viene il sospetto che non sia per motivi sportivi, quindi viriamo velocemente verso il turismo. Perché questa splendida città, capitale della cultura 2016, ha una offerta gigantesca di cose da vedere, fare, mangiare.

A mio modesto parere il solo Palazzo Ducale vale una

gita a Mantova. Parliamo della reggia dei Gonzaga, 500 sale affrescate in un complesso di edifici realizzati tra il XII e il XVII secolo, 34.000 mq. sulle rive del lago inferiore comprende, oltre al Palazzo vero e proprio, il castello di San Giorgio, Corte Vecchia e Domus Nova con relativi parchi e corti. All'interno le realizzazioni di, tra gli altri, Mantegna e Pisanello, in un percorso di bellezze tra sale e corridoi riccamente affrescati, per giungere al castello, simbolo della potenza dei Gonzaga, con le 4 torri angolari massicce e tre ponti levatoi. Al suo interno la stanza degli sposi affrescata dal Mantegna conosciuta come la più bella camera del mondo. Costruito per volere di Federico II° allo scopo di avere una dimora lussuosa che soddisfacesse i suoi gusti di sfarzo ma fosse utile per i suoi vizi, nacque Palazzo Tè, interni di gusto e maestosità, sfarzo e bellezza, nelle numerose sale che lasciano a bocca aperta il visitatore: Sala dei Giganti, Sala Amore e Psiche, Sala dei cavalli. Fuori dal Palazzo seminascosta una piccola dimora il così detto appartamento della grotta, voluto da Federico per la sua…intimità. Passiamo ora ad un gioiello di valore storico ed architettonico, il Duomo di Mantova costruito sotto Costantino e rinnovato poi in stile gotico.


La facciata in marmo è della coppia Jacobello e Pierpaolo delle Masegne, l'interno dell'architetto Giulio Romano. Notevole anche il campanile romanico.

Dietro la celebre Piazza Sordello alle spalle del Duomo una piccola costruzione del '400 un gioiello, all'epoca abitazione del giullare di corte dei Gonzaga, quel Rigoletto che Giuseppe Verdi con un'opera rese celebre in tutto il mondo. Sempre in centro due passi e ci troviamo in Piazza delle Erbe, sede dello storico mercato di frutta e verdura, cinta da importanti edifici, il Palazzo del Podestà, Palazzo della Ragione, Torre dell'Orologio, la Casa del Mercante e l' antichissima Chiesa di San Lorenzo. Commissionata da Matilde di Canossa è ispirata al Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Come va? Stanchi? Dite che è ora di mettersi a tavola? Bè Mantova non è seconda a nessuno neanche a tavola. Da cosa partiamo? Ma dai mitici Tortelli di Zucca. Sarebbero tipici della Vigilia di Natale ma se ti trovi a Mantova li puoi gustare in ogni ristorante tutti i giorni dell'anno. La ricetta originale vuole che il ripieno di zucca dolce sia amalgamato col piccante della mostarda mantovana, noce moscata, formaggio grana e amaretti, conditi con burro e salvia.

Sempre sui primi consigliamo Agnolini in brodo, come i tortellini emiliani diranno alcuni di voi. No questi non sono circolari ma malfatti e attenzione al ripieno, stracotto di manzo al vino bianco, salamella di maiale, pancetta uova e spezie. Riso alla pilota, non c'entra la Formula 1 la pila era una sorta di mortaio in cui avveniva la sbucciatura e la pulitura del riso, i piloti erano gli operai addetti a quei lavori. Cibo povero condito con rimanenze del maiale e mantecato col grana. Ore due secondi: il Luccio in salsa, pesce d'acqua dolce dal sapore deciso, bollito ed insaporito con una salsa a base di vino, verdure e capperi. Lo stracotto d'asino, carne di asinello (povero!) marinata non meno di 12 ore nel Lambrusco (tipico vino rosso) stracotta 3-4 ore a fuoco lento fino a che si sfilacci. Ed eccoci al dolce: Torta sbrisolona, nome che deriva da brisa in dialetto briciola, impastata in modo grossolano con farina di mais, tanto burro, tante mandorle, buonissima è un attentato alle diete, si gusta inzuppata in un vino dolce tipo Malvasia o Moscato.

Per oggi abbiamo finito, se qualche lettore non è soddisfatto di questa gita non saprei cosa proporre di meglio, vicino ed economico.


Massimo Turci

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