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LETTERA APERTA AD AMAZON

Cara Amazon, è urgente e necessario che qualcuno ti parli sinceramente prima che i rapporti con la comunità di Peschiera si possano deteriorare in modo drastico. Lo faremo noi dell' Impronta passando il testimone al Comune se capirà l'importanza, se vorrà intervenire,  se lo riterrà giusto.

Nessuno disconosce l'importanza di Amazon che ha contribuito a creare un modo nuovo per fare acquisti, né si può negare il contributo di Amazon alla lotta contro la disoccupazione, ma la dove sorgono i vostri centri di distribuzione merci sorgono immancabilmente dei problemi, e così è stato a Peschiera Borromeo.

Viviamo a ridosso della Paullese, già questo è un problema, le strade che collegano con il capoluogo sono dense di traffico, le altre sono le antiche provinciali, scomode e strette.

Su questo circuito si innestano i furgoni Amazon che avranno si il pregio di essere elettrici (tutti?) ma viaggiano a velocità sopra la media aumentando i rischi non solo per loro ma per chiunque li incroci lungo la strada, hanno una idiosincrasia verso il parcheggio regolare e considerano un optional evitabile tutti quegli orpelli che si in contrano sulle strade, tipo quegli oggetti con tre colori (rosso giallo verde) agli incroci o quegli strani segnali stradali che se rispettati (cosa che non succede) ti farebbero rallentare.

Molti cittadini ci chiedono: ma perché viaggiano così veloci?

La risposta, come sappiamo, è legata ad una gestione algoritmica delle prestazioni lavorative.

Che vuol dire?

Che Amazon valuta le prestazioni dei suoi dipendenti utilizzando un sistema che imposta il livello di velocità di prestazione, quando non si raggiungono i risultati previsti l'algoritmo attiva un alert  destinato al lavoratore, ai sistemi di analisi, ai superiori, ai responsabili. Pochi anni fa Bezos si è detto estremamente orgoglioso della cultura del lavoro presente nella sua azienda, degli obiettivi di produttività che ha etichettato come raggiungibili.

Benissimo, solo che noi siamo italiani, e riteniamo che anche gli aspetti di salute e sicurezza, gli infortuni sul lavoro, la mancanza di sistemi di protezione debbano avere il loro peso.

Sappiamo che è in atto una rivoluzione culturale che sta segnando il passaggio dalle società storiche di lavoro a quelle dei processi decisionali automatizzati, ma noi vorremmo ricordare Elton Mayo ed il suo pensiero, quando sosteneva che la cooperazione di tutte le forze che partecipano al processo produttivo può essere raggiunta creando nell'azienda il senso di comunità.

Quindi sul posto di lavoro non possono mai mancare il rispetto, la dignità e il bisogno di affezione… ad un collega, alla propria mission, all'azienda.  Non si può vivere dovendo consegnare anche 200 pacchi al giorno, per l'algoritmo le strade sono sempre libere e non piove mai, l'algoritmo non deve andare in bagno, l'autista si, quindi capiamo quando lavoratori e lavoratrici italiani della filiera Amazon dicono “Non vogliamo essere schiavi dell'algoritmo”. 

 

 

Dando ascolto ad un amico, ho fatto un salto in via Fratelli Cervi a Peschiera per vedere se i lavori per la fibra ottica hanno procurato disagi. Bè vi allego alcune foto così anche poi potete rendervene conto, se poi aggiungiamo che in queste buche i mezzi pesanti passano senza modificare la velocità capirete quante vibrazioni, rumori e pericoli.

A proposito ma questa via tempo fa, non era ZTL?

 

Se fa minga inscì...



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