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IL FENOMENO DEL CYBERBULLISMO


Il cyberbullismo è una forma di bullismo, attuata attraverso i nuovi media, “è un atto aggressivo ed intenzionale, condotto da un individuo o da un gruppo di individui, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel corso del tempo, contro una vittima che ha difficoltà a difendersi" (Smith et al., 2008). Si tratta di azioni di violenza verbale e umiliazioni, ripetute e protratte nel tempo. Descritto a cominciare dai primi anni 2000, è un fenomeno in rapido aumento tra i giovani. L'incremento della sua estensione dipende certamente dalla diffusione dei dispositivi di comunicazione e richiede maggiore attenzione da parte degli adulti, in questo particolare momento storico, nel quale la pandemia da Covid 19 ha reso necessarie misure che hanno comportato un ulteriore aumento del tempo che i ragazzi trascorrono a contatto con queste nuove tecnologie comunicative.

Per preadolescenti e adolescenti le relazioni sui social network hanno un valore profondo e i riscontri che ricevono dagli altri on line non sono affatto secondari o “virtuali”, hanno pari valori dei riscontri ottenuti nelle interazioni dal vivo e il medesimo impatto psicologico.

I cyberbulli prendono di mira un coetaneo e iniziano a mettere in atto una serie di azioni on line, volte a denigrarlo, danneggiarne la reputazione e ad escluderlo dal gruppo dei pari, ad esempio lo insultano o deridono attraverso i social network, lo minacciano fisicamente attraverso la rete, diffondono on line pettegolezzi sul suo conto.

In altre parole lo coprono di vergogna. Le emozioni che si riscontrano nelle vittime di cyberbullismo sono, infatti, forte imbarazzo e un profondo senso di vergogna. Gli effetti psicologici sulla vittima sono particolarmente pervasivi, anche per via delle caratteristiche peculiari del cyberbullismo. Mentre il bullismo tradizionale si verifica solitamente nell' ambiente scolastico, negli ambienti sportivi o di ricreazione e si limita alle situazioni in cui la vittima è presente fisicamente, il cyberbullismo può attuarsi in qualunque momento della giornata e penetra nella casa, nella stanza del soggetto che ne è bersaglio. Inoltre, nella maggior parte dei casi gli attacchi vengono perpetrati in forma anonima.

L'anonimato, la distanza fisica dalla vittima, la mancanza di un feedback diretto sugli effetti delle proprie aggressioni favorisce nei cyberbulli il processo di decolpevolizzazione e aggrava il disimpegno morale e l'assenza di empatia, caratteristiche spesso già presenti in coloro che compiono episodi di violenza.

La consapevolezza di non poter prevedere dove e quando si sarà colpiti, l'anonimato dell' aggressore e l' esposizione ad una estesa platea di potenziali spettatori amplificano la valenza persecutoria degli attacchi cybernetici, suscitando un maggior senso di insicurezza, profondi sentimenti di solitudine, e diffidenza nelle vittime, con scarsa apertura e fiducia verso gli altri. Ciò costituisce un ostacolo alla disponibilità di chiedere aiuto da parte delle vittime stesse. Essere vittima di attacchi ripetuti e insistenti può provocare effetti negativi che vanno da un abbassamento dell' autostima, perdita della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di reazione, ai problemi di identità, all'ansia, alla paura e alla depressione, a disturbi della sfera alimentare, fino a estremi gesti suicidari.

La gravità delle conseguenze pone noi adulti di fronte alla necessità di un grande sforzo educativo e di sensibilizzazione, che ponga attenzione sia alle vittime sia ai cyberbulli, i quali vanno resi consapevoli che non tutto rimane chiuso nella dimensione virtuale e vanno aiutati a capire che quello che fanno in rete sortisce effetti nella realtà.


Dr.ssa Stefania Arcaini

Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti. Per suggerire temi da affrontare scrivetemi: arcainistefania@gmail.com

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