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Fibrillazione Atriale meglio conoscerla bene

  • improntaredazione
  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Anche questo mese affrontiamo una dei disturbi più frequenti: la fibrillazione atriale (FA) è l'aritmia più diffusa nella popolazione generale, la sua presenza  tende a crescere con l' aumentare dell'età e spesso è associata a sintomi che possono invalidare e peggiorare la qualità di vita, a causa delle complicanze a cui sovente si correla.

Nella fibrillazione atriale l' attività  degli atri è completamente disorganizzata e non corrisponde a un'attività meccanica efficace. Il nodo atrioventricolare riceve  moltissimi impulsi ed esercitando una funzione di filtro, ne trasmette ai ventricoli un numero limitato, che corrisponde alla frequenza cardiaca rilevata durante l' elettrocardiogramma. Questa variabilità della conduzione atrioventricolare fa sì che i ventricoli si contraggano in maniera irregolare. La contrazione irregolare e rapida delle camere cardiache determina una riduzione del volume di sangue espulso, dando così un alterato apporto ematico a tutti gli organi, a volte generando sintomi e segni di scompenso cardiaco.

Spesso i primi episodi di fibrillazione atriale iniziano e terminano spontaneamente dopo poche ore: si tratta della cosiddetta fibrillazione atriale parossistica. Se non curati, questi episodi con il passare dei mesi e degli anni aumentano in frequenza e durata.

Qualora un episodio insorto non regredisse spontaneamente, sarà necessario l'intervento esterno per terminarlo (fibrillazione atriale persistente: che dura più di 7 giorni; fibrillazione atriale che termina con cardioversione). L'intervento esterno è costituito dalla cardioversione elettrica (DC shock) o farmacologica (infusione di un farmaco in vena), mirate all'interruzione della fibrillazione atriale e al ripristino del ritmo cardiaco normale (sinusale). Quando invece non si ritengono più opportuni tentativi di terminazione dell' aritmia, a causa della lunga durata della stessa o delle condizioni del paziente, si parla di fibrillazione atriale permanente.

 

Quali sono le cause

della fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale è un' aritmia che insorge in presenza di condizioni predisponenti; le principali sono dovute a patologie  precedenti come  infarto miocardico, scompenso cardiaco, vizi valvolari, ipertensione arteriosa. Talora la fibrillazione atriale insorge a causa di un' alterazione della funzionalità tiroidea o a causa di una patologia polmonare.

In un numero ridotto di casi l'aritmia si manifesta senza una causa evidente.

La fibrillazione atriale, in pazienti affetti dalle suddette patologie o in quelli predisposti all' insorgenza dell'aritmia, viene innescata da alcuni impulsi elettrici anomali, provenienti da cellule cardiache che si trovano nelle fibre muscolari presenti nel primo tratto delle vene polmonari.

Le vene polmonari sono condotti venosi che portano sangue ossigenato dai polmoni all'atrio sinistro. L' area maggiormente coinvolta nella genesi della fibrillazione atriale è costituita dai segmenti della giunzione vena-atrio .

 

Quali sono i sintomi

della fibrillazione atriale?

I sintomi correlati alla fibrillazione atriale sono cardiopalmo aritmico (battito cardiaco veloce e irregolare), astenia, debolezza, mancanza di respiro, scarsa tolleranza allo sforzo fisico, dolore cardiaco. In presenza di questi disturbi il paziente deve effettuare un accesso al pronto soccorso, al fine di eseguire un elettrocardiogramma e quindi formulare una corretta diagnosi.

Talora la fibrillazione atriale può decorrere asintomatica (senza dare sintomi) e il suo riscontro può essere occasionale. Qualora invece i suddetti sintomi fossero lievi, è comunque necessario eseguire un consulto presso un cardiologo.


Diagnosi

della fibrillazione atriale

La diagnosi di fibrillazione atriale viene formulata dal cardiologo o aritmologo dopo visione di un elettrocardiogramma (ECG). L'aritmologo spesso si avvale di altre indagini per confermare e indagare la fibrillazione atriale.

Le principali indagini sono:

1) Esami ematici generali comprensivi di funzione tiroidea, funzione renale ed elettroliti.

2) Ecocardiogramma.

3) Holter ECG

dinamico 24-48 ore.

4) Impianto di Loop recorder, ossia un dispositivo sotto pelle, tipo microchip che registra continuamente il battito cardiaco.

5) Test da sforzo.

 

Trattamento

della fibrillazione atriale

Di fronte alla diagnosi di fibrillazione atriale è necessario valutare qual è il rischio del paziente.

La scelta riguardo la terapia anticoagulante viene effettuata in base alla valutazione del punteggio chiamato indicatore di rischio. I pazienti con punteggio elevato sono candidati al trattamento anticoagulante orale. Successivamente, in accordo con il paziente e in base alle caratteristiche dell'aritmia e alle condizioni cliniche del soggetto, si decide la strategia terapeutica più adeguata: ripristino del normale ritmo cardiaco o controllo della frequenza cardiaca in corso di fibrillazione atriale.

A proposito di questo argomento, rileviamo con soddisfazione che al reparto Cardiologia dell' Ospedale Predabissi, quindi nella nostra zona, è stata eseguita con successo una nuova procedura di trattamento della fibrillazione atriale.

Questo nuovo metodo innovativo consente di intervenire in modo mirato sulle cellule del muscolo cardiaco, senza interferire o toccare i tessuti circostanti.

Questa procedura è quindi in grado di garantire una maggiore efficacia mantenendo un livello molto alto di sicurezza.  La tecnologia è nota come Pulsed Field Ablation (PFA) ed il suo utilizzo nella quotidianità rappresenta un passo avanti importante ed una garanzia per la popolazione del sud est milanese che, dopo l'ospedale Monzino (presidio di alta qualità nei problemi di cuore) dispone ora di un nuovo centro avanzato.

Massimo Turci


 
 
 

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