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Essere fiduciosi o sfiduciati

Credo che sia ormai consapevolezza diffusa, soprattutto alla luce di quello che accade nel nostro mondo, che le persone sentano in modo pressante un sentimento di sfiducia generale. E' pensiero comune quello di pensare che non ci si possa fidare proprio più di nessuno.

Anche nel nostro piccolo, la “questione sfiducia¨ è all' ordine del giorno nella vicenda delle elezioni del sindaco. La sfiducia, in generale, è un sentimento difensivo, di chiusura e per certi versi irrazionale. Nella nostra quotidianità, in realtà, noi, al contrario, viviamo e agiamo in base ad una prassi sistematica che si basa sulla fiducia. Se ci pensiamo sono moltissimi gli atti di fede che facciamo quotidianamente: da quelli più banali (mi fido che il pane che sto acquistando sia fatto effettivamente di farina) a quelli più complessi ( mi fido del racconto di un mio amico che ho ritrovato dopo tanti anni e che mi parla della mia vecchia fidanzata che si sarebbe sposata ed ora vive in Venezuela e ha quattro figli. Io la mia vecchia fidanzata non la vedo da anni eppure credo al racconto del mio vecchio amico).

Perché accade questo? Semplicemente perché siamo portati all'uso della ragione e riteniamo che sia più ragionevole fidarci che non fare il contrario. Ora, tornando a noi e alle elezioni del sindaco il mio invito, specie agli sfiduciati, è quello di usare pienamente la propria ragione e di guardare le persone, la loro esperienza e i loro programmi.

Per quanto riguarda l' esperienza, soprattutto di amministratore pubblico e di sindaco, penso di potere essere in grado di ritornare a rappresentare il Comune e operare perché segua indirizzi chiari, per raggiungere obbiettivi importanti e concreti.

La fiducia che chiedo non riguarda solo la mia esperienza di sindaco, ma anche la competenza e la professionalità della squadra di governo cui intendo delegare i diversi ambiti amministrativi.

Il secondo fattore di fiducia riguarda il programma. Il nostro programma non è un insieme di promesse e di belle parole, bensì un progetto ragionato, concreto e sostenibile che tiene conto di molte variabili e fattori (le risorse umane, le risorse finanziarie, lo studio approfondito dei problemi aperti). Vi invito a leggerlo e ai più scettici a farci liberamente tutte le domande che vogliono rivolgerci.

Per realizzare il programma, oltre ad avere ascoltato per mesi i cittadini, le associazioni, i commercianti, gli artigiani, gli imprenditori, i rappresentanti di altre istituzioni, i sindaci dei comuni limitrofi, gli esponenti dell'Area Metropolitana, abbiamo coinvolto in discussioni approfondite più di trenta persone con competenze e professionalità diverse (medici, infermieri, fisioterapisti, avvocati, architetti, ingegneri, esperti ambientali, naturalisti, geologi, agricoltori, operatori della logistica, responsabili della metropolitana e dei trasporti pubblici, imprenditori, musicisti, artisti, operatori della cultura e dello spettacolo, informatici, docenti universitari, dirigenti scolastici, insegnanti, sindacalisti, operatori del settore della formazione e delle politiche attive per il lavoro e altri ancora).

Per ogni settore e ambito del programma abbiamo studiato e fatto il punto della legislazione e della normativa, verificando concretamente tutte le possibili fonti di finanziamento e gli aspetti sostenibilità economica finanziaria.

Questo è il metodo che abbiamo utilizzato per fare il programma e che, se utilizzato sistematicamente nell' attività di governo, può dare molti frutti concreti sapendo che, in ogni caso, vanno affrontate difficoltà e problemi…come del resto accade nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Per quanto possa essere delicato il tema della fiducia nell'ambito del voto vi chiedo semplicemente di considerare soprattutto le persone, l'esperienza e il programma.


Marco Malinverno

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