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ECOANSIA

ECOANSIA

Gli eventi atmosferici estremi che si verificano sempre con maggior frequenza, legati al cambiamento climatico, hanno portato all' attenzione dei clinici una nuova forma di disagio che viene chiamata ecoansia. Con questo neologismo si indica “la profonda sensazione di disagio e di paura che si prova al pensiero ricorrente di possibili disastri legati al riscaldamento globale e ai suoi effetti ambientali” (dizionario Treccani).

Questo tipo di problematica è caratterizzata dalla presenza di senso di inquietudine, senso di colpa, ansia e depressione legate ad una serie di fattori, quali ad esempio eventi atmosferici estremi, l' inquinamento, la distruzione degli habitat naturali, l'estinzione di specie animali e la perdita di biodiversità. Le ricerche e gli studi relativi all'ecoansia sono ancora pochi, ma sembra che interessi maggiormente le giovani generazioni, comprensibilmente preoccupate per il loro futuro e per quello del pianeta. Tra i principali fattori di rischio, si annoverano la giovane età, una forte esposizione mediatica e l' essere stati vittima di eventi climatici estremi.

Negli ultimi anni sono stati raccolti dati che mostrano l' associazione tra i danni causati dai cambiamenti climatici e l'incidenza dei problemi di salute mentale nella popolazione mondiale. La sofferenza e l'angoscia provate da chi ha vissuto direttamente il trauma dovuto ad un disastro ecologico, insieme alla rabbia e alla delusione per le misure preventive insufficienti e gli interventi insoddisfacenti da parte delle istituzioni, al di là dello stato di emergenza, potrebbero esitare in un malessere esistenziale e psicologico intenso.

I dati rilevati indicano che i membri delle comunità più esposte ai disastri ambientali hanno una maggiore probabilità di sviluppare il disturbo post-traumatico da stress, disturbi d'ansia e forme di depressione.

Nella letteratura sull' argomento, oltre al termine ecoansia, sono state coniate altre espressioni per differenziare i diversi tipi di angoscia legata ai disastri ambientali sperimentati o potenziali, quali lutto ambientale e solastalgia.

Solastalgia, che deriva dall' unione dei termini  latini “solacium” (conforto) e “algia” (dolore), è stata coniata dal filosofo Glenn Albrecht dell' università di Newcastle in Australia. Albrecht la definisce come “il senso di desolazione che le persone provano, consciamente o inconsciamente, quando l'ambiente che le circonda viene radicalmente trasformato dal cambiamento climatico”.

Si tratta della mancanza di un ambiente non dal punto di vista fisico, ma mentale. Albrecht sottolinea, inoltre, come le persone provino “un senso di impotenza di fronte allo svolgersi dei cambiamenti climatici”.

È importante distinguere i casi in cui l'ansia climatica evolve in un vero e proprio disturbo, e necessita di un intervento terapeutico, dai casi in cui è meno intensa ma altera comunque il benessere psicologico, con sentimenti di rabbia, preoccupazione, disperazione per il futuro e una visione pessimistica della realtà.

Dr.ssa Stefania Arcaini

 

Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti.  Per suggerire temi da affrontare scrivetemi:  arcainistefania@gmail.com




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