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DIDATTICADELLA CLASSE CAPOVOLTA O FLIPPED CLASSROOM


La dialettica tra fautori e detrattori di nuovi approcci didattico-metodologici incentrati sull'uso di nuove tecnologie non è destinata ad esaurirsi a breve, giacché ricomprende al suo interno una gamma variegata di idee e sentimenti circa la scuola e le sue finalità. Nell'alveo dei fautori si colloca Avanguardie Educative. Come si legge nel loro manifesto di presentazione: “Le Avanguardie educative sono un Movimento di innovazione che porta a sistema le esperienze più significative di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola…Il Movimento intende utilizzare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per cambiare gli ambienti di apprendimento e offrire e alimentare una «Galleria delle Idee per l'innovazione» che nasce dall'esperienza delle scuole...

Il Movimento è nato dall' iniziativa congiunta di Indire (Istituto di Innovazione e Ricerca Educativa del Miur, NdR) che è l'Istituto che fin dalla propria nascita nel 1925 si è sempre occupato di innovazione educativa, e di un primo gruppo di scuole che hanno sperimentato una o più delle idee alla base del movimento.

La Flipped Classroom (FC) è una delle modalità didattiche ricomprese nel “catalogo di idee” di Avanguardie Educative.

Se già i prodromi della FC (tradotta in italiano con classe capovolta, scuola capovolta, insegnamento capovolto) sono rintracciabili nell'attivismo pedagogico già dalla fine del XIX secolo, in tempi più recenti Jonathan Bergmann e Aaron Sams sono, invece, i più famosi esponenti della suddetta metodologia. Insegnanti presso una high school americana e autori del volume “Flip Your Classroom: Reach Every Student in Every Class Every Day” del 2012, Bergmann e Sams ricordano che il loro primo approccio con la FC fu del tutto casuale. I due autori, insegnanti in una scuola rurale del Colorado, dove gli studenti erano molto spesso assenti per svariati motivi, si ponevano il problema di come far recuperare loro le lezioni. Sams lesse su una rivista che era possibile realizzare dei video con Power Point da condividere con gli studenti sul canale Youtube: ciò avrebbe permesso ai discenti, non solo di guardare i video in qualunque posto si trovassero e in qualunque momento della giornata, ma di arrivare a scuola già preparati e pronti, per fare, per esempio, attività laboratoriali. Fu così che Bergmann e Sams diedero vita, inconsapevolmente, alla FC che, oggi, grazie anche a numerosi siti web della loro associazione, ha un certo seguito di insegnanti in tutto il mondo.

Ma come si realizza la FC? Si potrebbe rispondere: capovolgendo il momento e il luogo di acquisizione dei contenuti didattici. L'insegnante “capovolto”, infatti, prima di affrontare un argomento in classe, fornisce materiali di diversa natura (video o letture appositamente predisposti dall'insegnante, ma anche materiali presenti nella rete, affidabili e validati, come le teche Rai: sul sito Miur vi è pagina dedicata alla DaD con un ricco repertorio di fonti e risorse on line) rendendoli disponibile sul proprio sito. Questa fase propedeutica permette di familiarizzare con quanto sarà trattato e affrontato successivamente in classe. In classe, ovviamente, il docente non metterà in pratica la lezione frontale, non sarà direttivo ma con fare socratico potrà chiarire dubbi a singoli studenti e “costruire”, generando nuovo sapere, dibattiti, partendo proprio dai materiali raccolti dagli studenti a casa. Gli studenti, a loro volta, saranno occupati in attività scritto-orali-pratiche da condurre in piccoli gruppi (raramente da soli) secondo lo spirito e i dettami del cooperative learning. I contenuti e le modalità delle attività in classe potrebbero richiamare alla mente i compiti a casa, ma, utilizzando il lessico caro alla FC, si tratta di compiti autentici (authentic tasks), compiti più complessi, da affrontare con l'ausilio delle tecnologie (pc, tablet, smartphone) che si concretizzano in: casi di studio, presentazioni digitali, filmati, storytelling, relazioni ed altro ancora. Tutte le attività realizzate riceveranno al termine dell'ora di lezione un feedback da parte dell' insegnante.

Non v'è dubbio che la FC rappresenti un'evoluzione dell'e-learning: essa ridefinisce i ruoli di insegnanti e studenti, rivoluzionandone il rapporto.

L'insegnante capovolto, infatti, scende dalla cattedra, si muove tra i banchi per monitorare il lavoro degli studenti. Non è un trasmettitore e ripetitore di conoscenze, ma un facilitatore di compiti complessi, pronto ad informarsi ed aggiornarsi in un'ottica di 2.0, trasformando le nuove tecnologie in veri ambienti di apprendimento e condividendo le proprie attività con l'intera comunità educante. Lo studente a sua volta opera in un ambiente didattico familiare, poiché in esso vengono utilizzati i suoi strumenti tecnologici e digitali con i relativi linguaggi che favoriscono la motivazione a fare sempre meglio. Il lavoro da fare a casa è stimolante, favorisce l' indipendenza e la creatività: anche gli studenti meno brillanti possono prepararsi liberamente per partecipare poi in maniera proficua nelle attività in classe, ma soprattutto il senso di solitudine e di difficoltà sperimentato con i compiti tradizionali a casa viene meno, poiché gli stessi, eseguiti a scuola, affiancati da insegnanti e compagni riducono preoccupazioni, ansia e senso di inadeguatezza. Infine, rispetto all'e-learning, la FC necessita della presenza fisica dei partecipanti in un'aula che facilita l'interazione tra insegnanti e studenti e tra studenti stessi. L'aula diventa un luogo di scambio e di co-costruzione di conoscenze che non esclude nessuno e luogo dove si impara facendo.

Modesta Abbandonato


Rubrica dedicata a tematiche scolastiche,

a cura della docente Modesta Abbandonato,

insegnante di Filosofia e Scienze Umane, specializzata nel sostegno e nella didattica dell'italiano a stranieri.

Per suggerire temi da affrontare scrivere a:

modesta.abbandonato@virgilio.it


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