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AUMENTO DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE DOPO IL COVID


A seguito della pandemia da Covid-19 e delle misure di restrizione sociale adottate, si registra un aumento significativo tra i giovani dei casi di anoressia nervosa, bulimia nervosa e di disturbi da alimentazione incontrollata.

I dati raccolti in occasione di un progetto finanziato dal Ministero della Salute, concluso a febbraio 2021, mostrano un aumento di quasi il 40% dei casi rispetto al 2019 e un'età di esordio sempre più precoce, a partire dagli ultimi anni delle scuole elementari.

In che modo la pandemia da Covid -19 ha esacerbato questi disturbi?

Da un lato, le varie fasi di lockdown hanno comportato modifiche nelle abitudini di vita familiare, che sono state spesso caratterizzate da minore attività fisica, sedentarietà e da maggior tempo dedicato a cucinare e mangiare. Dall'altro lato, l'isolamento sociale, le incognite sul rientro a scuola, il distanziamento forzato dai coetanei, la paura del contagio e l'incertezza per il futuro hanno comportato un alto livello di ansia, associata spesso alla mancanza di punti di riferimento e senso di perdita di controllo.

Tutte queste condizioni hanno favorito l'insorgenza di comportamenti disfunzionali quali le restrizioni alimentari o, al contrario, episodi di alimentazione incontrollata (abbuffate).

L'anoressia è un disturbo alimentare che affligge prevalentemente le ragazze, benchè negli ultimi anni si sia registrato l'incremento dei casi tra i maschi.

I sintomi sono una progressiva restrizione alimentare, il ricorso a pratiche quali vomito indotto e uso di lassativi, perdita di peso. Il calo ponderale supera velocemente il 10% e può raggiungere il 30% o, nei casi più gravi, anche il 50% del peso iniziale. Altri sintomi sono la scomparsa del ciclo mestruale (amenorrea) e l'iperattività.

Le persone che soffrono di questo disturbo sono ossessionate dall'idea di ingrassare e si costringono ad estenuanti sessioni di allenamento sportivo per bruciare calorie: hanno un bisogno ossessivo di esercitare un controllo sul proprio corpo, inconsciamente proprio per contrastare i cambiamenti e le trasformazioni che la pubertà comporta. Frequente è anche l'iperinvestimento scolastico, in quanto in ogni ambito l'anoressica cerca di raggiungere la perfezione e l'eccellenza, per restare però sempre insoddisfatta delle proprie prestazioni.

Così l'obiettivo di un corpo "perfetto", magro, corrispondente ai dettami estetici correnti, non è mai raggiunto: l'anoressica si vede sempre troppo grassa, ha una percezione distorta e irrealistica del proprio corpo, come se si guardasse sempre in uno specchio deformante.

La bulimia nervosa è caratterizzata da accessi di fame violenti, quasi incontrollabili, durante i quali si ingurgitano grandi quantità di cibo per poi provocarsi il vomito. Nelle crisi bulimiche non c'è nè desiderio nè senso del gusto per ciò che si mangia: si agisce sotto una spinta compulsiva (craving) che induce a ripetere l'atto del mangiare come se il godimento non fosse relativo al cibo ma al fatto di continuare a consumare. In seguito all'accesso si prova un profondo senso di vergogna e di colpa e si mettono in atto varie forme di condotte evacuative.

Nel disturbo da alimentazione incontrollata (dall'inglese binge eating) i sintomi sono simili alla bulimia, ma senza adozione di condotte evacuative, come ad esempio l'induzione di vomito dopo le abbuffate.

Anoressia e bulimia possono presentarsi a fasi alterne nello stesso soggetto, oppure in modo indipendente l'una dall'altra in soggetti diversi. Apparentemente opposte, sono in realtà due facce della stessa medaglia: in entrambe il cibo diviene un'ossessione che riempie una profonda insoddisfazione, un vuoto esistenziale.

La bulimica letteralmente si riempie di cibo, mentre l'anoressica si identifica col vuoto, lo incarna col suo corpo magro e gode nel sentire il vuoto dentro di sè.

Data la complessità di questi disturbi e i rischi di complicanze organiche rilevanti con la cronicizzazione, sono fondamentali una diagnosi precoce e un trattamento multidisciplinare, nel quale è importante che anche le figure parentali vengano coinvolte e supportate.

Dr.ssa Stefania Arcaini


Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti.

Per suggerire temi da affrontare scrivetemi: arcainistefania@gmail.com



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