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AMMINISTRARE IL COMUNE: UNA COSA SERIA CHE RICHIEDE COMPETENZE ED ESPERIENZA


Siamo arrivati alla prova dei fatti e come volevasi dimostrare di fronte al nuovo bilancio di previsione la nuova Giunta Moretti ha semplicemente “traccheggiato”. In sostanza ha ripresentato lo stesso bilancio della giunta Molinari, senza aumentare le tasse, ma senza neanche prevedere nuovi servizi o proponendo almeno qualcuno dei tanti progetti promessi in campagna elettorale.

In campagna elettorale i membri dell'attuale maggioranza avevano promesso di “conseguire risparmi di spesa” e di avviare “una corretta gestione del bilancio comunale, ottimizzando le spese, ad iniziare da quelle superflue, dal taglio degli sprechi, riducendo le attività di esternalizzazioni, le consulenze esterne…”. Ebbene, li abbiamo cercati ma non ve n'è traccia.

L'Assessore Scialpi, che ogni volta interviene con profonde lezioncine di tecnica amministrativa ed è sempre ossequioso del buon lavoro svolto dai responsabili degli uffici, ci ha spiegato che non si poteva fare altrimenti a causa della “fiammata inflazionistica” e delle conseguenze della pandemia.

Tutto vero. Ma il punto non è questo. Il problema è quello di avere una classe di amministratori che, pur consapevoli delle difficoltà economiche generali e della situazione finanziaria degli enti locali, sappiano proporre un nuovo approccio per il reperimento delle risorse necessarie al finanziamento dei servizi e dei futuri progetti attraverso la razionalizzazione delle politiche delle entrate, ma soprattutto strutturarsi con uffici interni e collaborazioni con partner esterni per poter accedere con prontezza e celerità a tutte le opportunità che le politiche degli enti sovracomunali e gli organismi dell'unione europea metteranno a disposizione nei diversi ambiti

Per finanziare i servizi per la cittadinanza il Comune si avvale su diversi tipi di entrate. Le principali di gran lunga sono i tributi, in misura sempre minore i trasferimenti dagli Enti Superiori. Da questi dati nasce l'esigenza di una perequazione per cittadini e le imprese del territorio, tale che tutti contribuiscano in modo proporzionale ed equo alla formazione delle risorse economiche a disposizione della comunità in modo che l' Amministrazione possa investire queste risorse a favore della comunità stessa.

Lavorando per progetti ben definiti per ambito e obiettivi, come è ormai indispensabile, si potrà contare sul finanziamento di specifiche iniziative attraverso un rapporto di partenariato pubblico privato (sponsorizzazione) e sui numerosi bandi regionali ed europei che spesso coinvolgono anche il tessuto associativo e di volontariato della nostra comunità rendendo così possibile attuare una coprogettazione che abbia come risultato la realizzazione di servizi utili per tutti.

È indispensabile istituire un ufficio di coordinamento che individui sistematicamente le opportunità di finanziamento e si attivi autonomamente o in collaborazione con enti partner per poter attingere dai fondi messi a disposizione (specie quelli a fondo perduto).

Sfruttando tutte le nuove risorse informatiche a disposizione degli Enti locali, bisogna affrontare seriamente la lotta ad evasione ed elusione. In questo periodo, in conseguenza della crisi dovuta alla pandemia, dovrà essere alzata l'attenzione sulle politiche di riscossione dei tributi già accertati per non perdere la presa sulle risorse necessarie a mantenere i servizi ma si dovrà anche garantire, nello stesso tempo, un approccio compatibile con le difficoltà oggettive per prevenire situazioni di grave disagio prima che si aggravino. In questo ambito la riscossione dei crediti deve avvalersi di tutti gli strumenti informatici e delle banche dati integrate.

L'Amministrazione comunale dovrebbe verificare attentamente la fattibilità reale di progetti di difficile realizzazione o non più ritenuti necessari per poter utilizzare i fondi destinati (a volte molto consistenti) ad altri indirizzi programmatici e ad opere di maggiore utilità strategica.

Un altro aspetto strategico è quello della valutazione complessiva delle risorse informatiche disponibili, del loro effettivo utilizzo e dei bisogni a integrazione.

L'interazione delle banche dati non deve essere limitata agli aspetti tributari, ma deve coinvolgere tutte le informazioni necessarie a collocare il cittadino/la famiglia/l'utenza nel corretto rapporto di dare/avere, di aspettative e di tutele. Informazioni che consentano di tracciare il profilo a 360 gradi del soggetto e di rispondere in tempi brevissimi alle istanze non solo tributarie ma anche di tutte le pratiche di welfare in esame senza la necessità di continue richieste di documenti. Occorre formare operatori esperti che le sappiano utilizzare con capacità sempre più professionali.

Inoltre bisognerà potenziare le attività di riscossione facendo leva su formazione e affiancamento del personale amministrativo con incentivazioni ad hoc e una vera ristrutturazione degli obiettivi e del sistema premiante.

Sono solo alcuni suggerimenti per una vera e innovativa politica delle entrate, come si dice in politichese, per una vera “riforma strutturale”.

Se no è inutile continuare il solito balletto per cui in campagna elettorale si fa la rana dalla bocca larga (tanto i cittadini non leggono i programmi) e poi alla prova dei fatti si tirano fuori le solite mille scuse.

Allora sarebbe più onesto dire: “bambole non c'è una lira”.

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