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A SPASSO NEL TEMPO ALL'ARCHEOPARK DI BOARIO TERME

La gita di questo mese è particolarmente adatta per i bambini, ma estremamente interessante per tutti. Andremo indietro nel tempo fino ad esplorare una grotta come quelle in cui, 10.000 anni fa, l'uomo dipingeva le figure di animali, potremo poi osservare i nomadi che 7.000 anni fa organizzavano i loro ripari e poi raggiungere una fattoria del Neolitico camminando insieme ad un gregge di capre, qui alla fattoria sarà possibile vedere e provare gli attrezzi che utilizzavano gli agricoltori di quell'epoca. Vi sembra poco?

Allora aggiungiamo la visita ad un villaggio di palafitte in un lago nel quale potrete provare le piroghe navigando in sicurezza tra uccelli acquatici e la vegetazione delle paludi.

Da qui si potrà risalire una collina fino ad un villaggio fortificato costruito con tronchi ed entrare nelle abitazioni degli artigiani e sperimentare le loro tecniche sotto la guida esperta degli accompagnatori che vi guideranno poi fino ad un gran- de labirinto naturale.

Questo viaggio nel tempo è possibile visitando l' ARCHEOPARK sito a Boario Terme in Val Camonica provincia di Bergamo. In pratica si tratta di un Parco Tematico Polifunzionale dove il tema è la preistoria ma i visitatori non saranno spettatori ma attori coinvolti nelle varie attività in un ambiente naturale e ricreato su basi scientifiche regalando una suggestione unica. Sarà anche l'occasione per incontrare tanti animali in sicurezza perché tutti registrati, vaccinati e controllati periodicamente.

Ma entriamo nel dettaglio: la grotta da sempre le grotte sono state considerate rifugio per la notte e luogo di culto, nel parco troverete le tracce di antiche frequentazioni, entrando nella grotta è possibile ripercorrere il cammino di quegli uomini primitivi e dei loro sacerdoti, all'interno della grotta scoprirete pitture e incisioni primitive. Non dimentichiamo che proprio da queste parti vivevano tribù di cacciatori ed agricoltori già 13.000 anni fa. La fattoria neolitica perfettamente ricostruita è un esempio delle abitazioni e dello stile di vita di circa 5.000 anni fa, le capanne sono di legno, fango e canne, qui avevano casa gli uomini primitivi e qui utilizzavano e custodivano i loro attrezzi da lavoro. Quegli stessi attrezzi che potrete impugnare, la zappa, l'aratro, perfino il carro sempre con la supervisione di esperti e poi passeggiare e fare amicizia con pecore, capre, e altri animali che oggi chiamiamo da cortile. La passeggiata continua. Ora ci avviciniamo al lago per visitare le palafitte.

Si tratta di un villaggio eretto su di un grande piano di tavole di legno sorretto da pali infissi nel lago. Su queste città galleggianti ma spettacolari gli uomini vissero per migliaia di anni dedicandosi ovviamente anche alla pesca. Da qui la passeggiata ci introduce in un bosco di castagni, dove in autunno la raccolta delle castagne è abbondante, ma in altre stagioni è facile trovare le fragole. Il viaggio nel tempo prosegue, lasciando il bosco ci si avvia verso una nuova stagione dell'uomo, l'età dei metalli e verso una nuova tappa della nostra gita, il castelliere, si tratta di un villaggio fortificato come venivano costruiti 3.000 anni fa. Aveva una vocazione difensiva per proteggere gli abitanti da eventuali attacchi delle popolazioni vicine, quindi sorgeva su di una piccola collina, ci sarà una palizzata in legno, una torre di avvistamento e si inizia anche ad utilizzare la pietra per le costruzioni così da rendere il villaggio più forte, più sicuro, più protetto.

Proseguendo oltre la collina si incontra un pianoro dove è situato il villaggio degli artigiani, le case sono in tronchi di legno, ma più spaziose, più belle rispetto a quelle del passato, più forti ed accoglienti in grado di conservare il caldo d'inverno ed il fresco d'estate, in queste case potremo trovare gli artigiani dell'epoca impegnati a lavorare e realizzare vasi, gioielli, ed altri oggetti, ma anche noi potremo aiutarli e realizzare a nostra volta piccoli manufatti utilizzando strumenti e tecniche dei nostri antenati. Come avrete capito la caratteristica di questo grande parco è costituita dal fatto che non è solo da visitare, ma da vivere. Infatti i visitatori, che siano famiglie, scolaresche o gruppi possono interagire svolgendo una serie di attività nei laboratori didattici, battere e lavorare il rame, macinare il grano, cuocere il pane, tirare con l'arco, per- correre il labirinto, conoscere gli animali, in una area di circa 100.000 mq. Il periodo di apertura è dal 1° marzo a novembre, l'ingresso costa 13 euro per gli adulti, 10 euro per i bambini da 4 a 12 anni, gratuito per i più piccoli, solo il laboratorio per la lavorazione del rame prevede un piccolo contributo di 1.50 euro perché il ciondolo o il portachiavi ricavato rimarrà vostro. Il parco è fruibile anche per chi usa la carrozzina, i cani potranno accompagnarvi tenuti al guinzaglio e, se avrete fame o sete, all'interno troverete un bar ristorante e tavoli da pic-nic.

Siamo in Val Camonica e, come giusto e come nostra abitudine, adesso parliamo un po' di cibo. Chi viene da queste parti deve cogliere l'occasione per degustare e, magari, comperare un po' di formaggio locale. Vi presentiamo il Silter, formaggio a pasta semicotta ottenuto da latte vaccino crudo deposto in vasche a temperatura controllata e solo così parzialmente scremato. Quando è fresco il sapore ricorda il gusto del latte, col passare dei mesi di stagionatura l'aroma ed il sapore saranno più intensi; il segreto di questo formaggio in realtà sono due: le vacche devono essere razze tipiche della montagna (Bruna, Pezzata rossa, Alpina), il cibo è costituito prevalentemente da foraggio arricchito dalla molteplicità delle erbe della zona (Avena, Brizia, Festuca etc.) che conferiscono un sapore particolare. Poi abbiamo il Casolet, formaggio a pasta cruda di colore bianco avorio era tradizionalmente il formaggio più consumato dalle famiglie, ottimo fresco ma anche sciolto in burro con le uova strapazzate (lo Stachet). Concludiamo con un formaggio di recente creazione la Rosa Camuna ottenuto da latte parzialmente scremato per centrifuga e poi pastorizzato. La forma è quella del quadrifoglio simbolo della Regione Lombardia, delicato e con profumo di burro.

Lasciamo i formaggi e pensiamo ad un primo tipico: i gnocc de la cua. Tra gli ingredienti pane raffermo, patate, spinaci, cipolla formaggio Silter, burro, uova, salvia e noce moscata. È uno gnocco sostanzioso che prende il nome dalla coda cioè la forma ottenuta con la punta del cucchiaio. Attenzione il tocco finale è dato da burro salvia e cipolla dorata aggiunte in ultimo. E per finire... il dolce, immancabile nella cucina della Val Camonica: la Spongada. Parliamo di una focaccia dolce il cui impasto necessita di riposare anche 18 ore, si presenta a forma di panino e viene guarnita con albume montato e zucchero, marmellata. Viene anche “pucciata” nel latte e, per chi cerca novità in cucina si può anche abbinare con il salame creando un abbinamento bizzarro ma molto gradevole.

(di Massimo Turci)




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