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A PROPOSITO DI SINDACO...

Alla fine è successo, Caterina Molinari ha annunciato che non si ricandiderà come sindaco di Peschiera Borromeo. Superato il primo momento sarà bene dirsi le cose senza toni da “politicamente corretto”, ma pane al pane vino al vino. Per la coalizione che l'ha sostenuta si tratta di una sconfitta. I segnali erano arrivati e numerosi, a partire dalle dimissioni dell'Assessore D'Orazio, mente politica e promotore di una delle liste che hanno consentito a Molinari di affermarsi. D'Orazio se ne è andato sbattendo la porta, lamentando negli ex colleghi lacune amministrative e cadute di stile politico e personale. Questo gesto non è passato inosservato, come gli amministratori pensavano o speravano, è stato fonte di nuovi malumori che hanno coinvolto il presidente del Consiglio Comunale ed un altro assessore, oltre che i cittadini che si sono divisi nell'abituale clima da derby in pro e contro. Ma i problemi sono nati più lontano nel tempo, nell'isolamento in cui questa amministrazione si è auto confinata, nel non parlare con la minoranza in Consiglio, espressione di una vasta fascia di cittadini, ma anche nel non parlare con gli imprenditori, con le associazioni, con le categorie, insomma con tutti quei soggetti vivi ed attivi che costituiscono la spina dorsale del vivere insieme, del produrre, dell'essere utili al territorio. Questo inspiegabile comportamento ha condotto a quella sensazione di grigio, di spento o di vuoto che tanti lettori ci segnalano, ci ha portato ad una città che dà l'immagine di essere ferma ma non solo di lavori, sopra tutto di idee, di non essere più solidale, vicina, partecipe. Diversi i casi riscontrati, a partire dalla Polizia Locale che intimorisce una cittadina colpevole di avere criticato l'amministrazione, fatto che ha visto Peschiera protagonista negativa anche sulla cronaca nazionale, e che ha generato una crepa tra Sindaco e Polizia Locale, crepa apparentemente piccola ma significativa di un rapporto basato sulla fiducia e ora non più idilliaco. Che dire del regolamento sulle imposte di pubblicità, che genera nuove imposte per gli esercizi commerciali in un momento storico delicatissimo, regolamento approvato senza ascoltare la minoranza, senza prestare attenzione alle associazioni, senza confrontarsi con chi avrebbe potuto dare pareri anche sulla legittimità di questa operazione. Porte chiuse al dialogo anche con i dirigenti scolastici, la Dirigente della Montalcini ed il Sindaco anziché prendere un caffè insieme e parlare di cosa serve per avere una scuola veramente utile per i nostri figli si scontrano sui giornali, inutile ricordare la questione pioppi di via Galvani ormai degenerata in una sorta di rissa dove sembra che l'interesse comune sia un obiettivo troppo difficile da raggiungere. Infine ricordiamo lo strumento più importante in possesso del Comune per la pianificazione del territorio: il Piano Generale del territorio (PGT), un documento che ha bisogno di tempo, per essere letto e valutato da tutti, deve essere oggetto di incontri, dibattiti, discussioni perché è con quel documento che si disegna il futuro della città, le sue prospettive, la crescita, l'immagine che una amministrazione ha del proprio territorio e delle funzioni che dovrà avere negli anni a venire. Sembra impossibile ma è stato portato sul tavolo per il mese di agosto, il periodo meno indicato se si vuole aprirsi al confronto ed al contributo di idee. Il periodo giusto se si cerca una rapida scorciatoia che possa tenere lontane critiche, proposte, contributi.

E Adesso? Adesso Peschiera deve di nuovo voltare pagina, prendere atto che da anni non si è trovata la carica emotiva, quella visione ampia, aperta che accompagnando le indispensabili capacità amministrative consenta di uscire dal grigio torpore, ogni anno che si perde sarà sempre più difficile recuperare la normalità, sarà quindi necessario scendere dal divano, buttare via il plaid e pensare che si può realizzare qualcosa di migliore e diverso rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi anni. La coalizione che guida ora il Comune esce come abbiamo visto indebolita nei fatti, nelle aspettative, nelle persone, perché quella indicata la migliore come sindaco 4 anni fa non ce l'ha fatta. Lo sappiamo, fare il sindaco di Peschiera non è facile, si rischia di trovare il lascito di problemi irrisolti da anni (Bellaria), una situazione economica strozzata dal Covid e privata dei giusti incentivi, una mobilità vecchia di anni e dimenticata dai collegamenti principali (MM), perfino le società sportive vengono da fuori Peschiera perché qui non vi è nemmeno una squadra di calcio locale. Per uscire da questa situazione servirà, come abbiamo detto, tanto entusiasmo, ma sopra tutto esperienza, professionalità e preparazione. Servirà una visione che sappia coniugare i bisogni dei più deboli con le ambizioni di crescita della città. Che sappia che i giovani non hanno bisogno di un luogo di ritrovo dove passare il tempo, ma di officine di idee, di luoghi dove possano provare a testare le loro capacità di realizzarsi. Una visione sul futuro delle aziende di Peschiera senza le quali non c'è domani e con queste immaginare percorsi che non siano solo il chiedere qualche soldo come sponsorizzazione, ma offrire servizi, chiedere e proporre soluzioni. Una visione dinamica dell'ambiente e della natura, perché preservare l'ambiente non vuol dire solo salvare gli alberi o sapere di avere un parco nel territorio, ma creare le condizioni di vita perché flora e animali crescano serenamente avendo spazi e rispetto del loro ruolo. Una visione della giustizia e del rispetto che nasce col dialogo e con l'educazione, questa il vero e più importante esempio di cultura per il territorio. Peschiera può ancora farcela.

Massimo Turci

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