SALUTE: ANTIDEPRESSIVI UNA SCELTA PER BISOGNI REALI E NON PER MODA
- improntaredazione
- 2 giorni fa
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Abbiamo subito il periodo COVID, isolamento , senso di impotenza, tristezza.
Poi è arrivato il tragico momento delle guerre, l' Ucraina, il Medio Oriente e il susseguirsi di notizie negative che ogni telegiornale ci propina quotidianamente. Per molte persone questo bombardamento di negatività richiede un aiuto esterno che ci permetta di affrontare più serenamente i problemi della vita di tutti i giorni. Spesso ci rivolgiamo ad un amico, un confidente con più facilità che non ad un medico, a volte la risposta è Prova un antidepressivo. Prendere un antidepressivo non è mai una decisione semplice. Chi inizia questo percorso spesso si porta dietro domande, paure e tanti dubbi. C'è chi teme di diventare “dipendente”, chi ha sentito parlare di effetti collaterali, chi ha provato a smettere da solo e si è sentito peggio, e chi ancora non ha capito se si tratta di una cura per la depressione, l'ansia o entrambe le cose.
Se stai vivendo un momento difficile e ti è stato proposto un trattamento con antidepressivi, qualche informazione in più può aiutarti a capire meglio cosa aspettarti. Ma prima di fare cure fai da te, lo scriviamo in maiuscolo VAI DA UNO SPECIALISTA dopo aver sentito il medico di famiglia.
COSA SONO DAVVERO GLI ANTIDEPRESSIVI?
Gli antidepressivi sono farmaci che aiutano il cervello a funzionare meglio quando l' umore è basso, l'energia è a terra e l'ansia prende il sopravvento.
Non sono “pillole della felicità” e non servono a cancellare i problemi, ma possono ridurre quella sensazione di blocco, fatica e pensieri negativi che spesso impediscono di reagire.
Funzionano agendo su alcune sostanze chimiche (chiamate neurotrasmettitori), in particolare la serotonina, che ha un ruolo importante nel regolare l'umore, il sonno e l'ansia. Altri antidepressivi agiscono anche sulla noradrenalina o la dopamina, che influenzano l' attenzione e la motivazione.
Tra i più comuni troviamo gli antidepressivi triciclici, vediamo cosa sono. Gli antidepressivi triciclici sono tra i primi farmaci nati per il trattamento della depressione. Anche se oggi sono meno prescritti rispetto alle molecole più moderne, come gli SSRI o gli SNRI, restano un'opzione valida in alcuni casi specifici.
Funzionano regolando i livelli di serotonina e noradrenalina, ma agiscono anche su altri recettori, motivo per cui possono causare più effetti collaterali. Tra i più conosciuti troviamo l'amitriptilina (Laroxyl), la clomipramina (Anafranil) e la nortriptilina (Norcapto).
Oggi vengono utilizzati soprattutto: nei disturbi depressivi resistenti, nel disturbo ossessivo quando gli altri antidepressivi non sono efficaci, in alcune forme di dolore cronico (come le neuropatie),in pazienti anziani, ma attenzione al dosaggio e al monitoraggio. Con gli over 65 e anziani, infatti, si usano con cautela perché possono dare sonnolenza, confusione, secchezza delle fauci o alterazioni della pressione.
Tuttavia, a basso dosaggio e con una selezione mirata, possono ancora essere utili e ben tollerati.
PER COSA VENGONO PRESCRITTI GLI ANTIDEPRESSIVI?
Anche se il nome può trarre in inganno, gli antidepressivi non si usano solo per la depressione. Oggi vengono prescritti anche in caso di: ansia generalizzata, attacchi di panico, disturbo ossessivo-com-pulsivo (DOC), fobie, sindrome post-traumatica da stress, insonnia resistente, alcuni tipi di dolore cronico (come nella fibromialgia). L'obiettivo è ridurre i sintomi che interferiscono con la vita quotidiana e restituire equilibrio.
UNA DOMANDA FREQUENTE È:
PER QUANTO TEMPO VANNO PRESI GLI ANTIDEPRESSIVI?
Non esiste una risposta uguale per tutti, ma ci sono delle indicazioni generali. Ribadito con forza che prima di utilizzarli devi sentire il tuo medico, sembra che una cura efficace debba durare almeno sei mesi dopo la scomparsa dei sintomi per i quali viene presa.
Se si tratta di un problema che si è già presentato in passato, o se i sintomi tornano spesso, la durata può essere più lunga, anche di uno o più anni. In alcuni casi, può essere anche consigliabile una terapia a lungo termine per prevenire le ricadute. In ogni caso la sospensione degli antidepressivi va sempre fatta in modo graduale, con il supporto di uno specialista. Interrompere bruscamente può portare a ricadute o effetti di astinenza.
GLI ANTIDEPRESSIVI POSSONO ESSERE
USATI PER CURARE L'ANSIA?
Molti non lo sanno, ma gli antidepressivi sono oggi i farmaci più usati per curare l'ansia. Non agiscono solo sul tono dell'umore, ma anche sulla regolazione del sistema nervoso che ci tiene “in allerta”.
Nei disturbi d'ansia generalizzata, negli attacchi di panico, nei Disturbi Ossessivi Compulsivi o nelle fobie sociali, farmaci come sertralina, escitalopram o paroxetina sono considerati il trattamento di prima scelta. Agiscono in profondità, riducendo gradualmente la sensazione costante di preoccupazione, l'irritabilità, la fatica mentale e fisica che l'ansia porta con sé. A differenza degli ansiolitici a effetto immediato, gli antidepressivi richiedono almeno 2-4 settimane per iniziare a funzionare. Ma, a differenza degli ansiolitici, non creano dipendenza e sono efficaci anche nella prevenzione delle ricadute. Ci dicono che nei primi giorni, è possibile avvertire un temporaneo aumento dell' ansia. È una reazione del tutto normale e spesso gestita con piccole dosi di supporto.Per molti pazienti, superata questa fase iniziale, l' antidepressivo diventa una risorsa preziosa per ritrovare una vita più serena e stabile.
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIDEPRESSIVI: COSA PUÒ SUCCEDERE?
Gli effetti collaterali e le controindicazioni degli antidepressivi sono una delle maggiori preoccupazioni per chi deve iniziare una cura. La verità è che, nella maggior parte dei casi, sono transitori e gestibili, soprattutto se il farmaco viene introdotto con gradualità. Tra i sintomi più comuni all'inizio della terapia ci sono: mal di testa, nausea o disturbi intestinali, senso di agitazione, insonnia oppure eccessiva sonnolenza. Alcune persone riportano un appiattimento emotivo, cioè la sensazione di sentire meno le emozioni (sia positive che negative). Questo effetto può spaventare, ma spesso si attenua col tempo o può essere risolto cambiando molecola.
In casi più rari, specialmente in pazienti giovani, può emergere un aumento dell' irrequietezza. Per questo, il monitoraggio iniziale è sempre importante. È importante sottolineare che non tutte le persone sperimentano effetti collaterali, e che il medico può aiutare a trovare il giusto equilibrio tra benefici e tollerabilità.
UN ALTRO DUBBIO COMUNE È:
“GLI ANTIDEPRESSIVI FANNO INGRASSARE?”
Alcuni farmaci possono modificare l'appetito o il metabolismo, ma non è detto che accada a tutti. Alcuni pazienti riferiscono un aumento di peso, altri nessuna variazione, altri ancora un dimagrimento perché si sentono meglio e riprendono a muoversi. Se il peso è una tua preoccupazione, è importante parlarne subito con lo specialista. Oggi esistono molecole che hanno un impatto molto ridotto su questo aspetto.
Un altro tema delicato è l'uso di alcol mentre si assumono antidepressivi. Sebbene un bicchiere occasionale non sia proibito, è sempre meglio evitarlo, soprattutto all'inizio della cura. L'alcol può ridurre l' efficacia del farmaco, aumentare il rischio di effetti collaterali e peggiorare l'umore nel lungo periodo.
In conclusione ricordiamo che la remissione è un obiettivo e non sempre arriva al primo tentativo, e che eventuali aggiustamenti terapeutici non significano “fallimento”, ma personalizzazione del percorso, infine l' antidepressivo non è una bacchetta magica che risolve ogni problema, è un aiuto che solo il medico o lo specialista può insegnarti ad usare correttamente.
Massimo Turci




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