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Politica e pillole in Farmacia

  • improntaredazione
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

 

Pur nelle feste di Natale e fine anno, la polemica politica infiamma Peschiera. Cosa è successo? Che nelle Farmacie comunali è apparso un manifesto sul quale si legge in bella evidenza: “A causa della manovra del Governo sul bilancio 2026 si registrano aumenti del prezzo dei farmaci”.

Appare evidente come, cercando di colpire con questo messaggio le persone che hanno bisogno di farmaci (più o meno tutti), si suggerisce che il Governo aumentando il prezzo dei farmaci da banco voglia colpire la popolazione con una tassa impopolare.

Abbiamo due aspetti:

1) Verificare che questo fatto sia vero.

2) Valutare se spetti ad una azienda partecipata dal Comune esprimere valutazioni politiche.

Vediamo il punto 1)

La Manovra 2026 del governo italiano introduce cambiamenti significativi per i farmaci, con tagli al Fondo farmaci innovativi (per coprire costi di acquisti diretti), potenziamento della Farmacia dei Servizi, nuove risorse per prevenzione e screening (test genomici, vaccini), e stanziamenti per il personale sanitario e l’ adeguamento delle tariffe ospedaliere/ambulatoriali, ma genera polemiche per la riduzione dei fondi destinati a terapie avanzate, come riportato da fonti come Il Farmacista Online

Ma vediamo nel dettaglio gli aspetti principali della manovra:

Fondo Farmaci Innovativi: Riduzione di 140 milioni annui a partire dal 2026, per coprire l'aumento della spesa per acquisti diretti (farmaci ospedalieri), portando il fondo da 1,3 a 1,16 miliardi.

Farmacia dei Servizi: Diventa strutturale e permanente nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con 50 milioni annui, rafforzando il ruolo delle farmacie territoriali.

Spesa Farmaceutica: Adeguamento dei tetti di spesa per gli acquisti diretti e stanziamento di 280 milioni per dispositivi medici, con un nuovo limite del 4,6% del Fondo Sanitario.

Prevenzione e Medicina di Precisione: 238 milioni annui per screening (oncologici, neonatali), test genomici, prevenzione obesità e acquisto vaccini, con fondi aggiuntivi per il solo 2026.

Incentivi per Farmaci: Una quota di 0,05 euro per confezione per le aziende farmaceutiche su farmaci di classe A (con prezzo fino a 10€) e altre misure di sostegno alla filiera.

In sintesi, la Manovra 2026 cerca di riequilibrare la spesa farmaceutica, potenziando l’assistenza territoriale tramite le farmacie e investendo in prevenzione, ma lo fa riducendo i fondi per i farmaci più costosi e innovativi, ma la conclusione è che non si notano provvedimenti finalizzati all' aumento dei prezzi dei farmaci da banco; quindi, l'affermazione comparsa nelle vetrine delle farmacie comunali non è corretta.

Punto 2)

Esistono organi preposti a dibattere di politica, quello più vicino al popolo è il Consiglio Comunale dove puntualmente tutte le forze politiche mettono in campo le loro vedute su ogni questione, anche quelle meno importanti, allora perché le farmacie comunali dovrebbero inserirsi in queste dinamiche? Un'azienda poi che per definizione è chiamata ad un servizio indispensabile ma dove la correttezza è un requisito primario. Se poi questa azione scomposta si basa su un presupposto inesatto si può dire che siamo in presenza di un grave errore.

Ovviamente in un comune a gestione centrosinistra che ha nominato il CDA delle farmacie a sua immagine e somiglianza il centrodestra insorge: “Non c'è nessuna correlazione fra il paventato aumento dei prezzi dei medicinali con la manovra economica del governo. Diffusa una fake news con finalità di critica politica, improprio piegare le nostre farmacie a logiche partitiche”.

Con quello che si è scritto sopra difficile non dare loro ragione. Poi cogliendo l'occasione Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Lista Scarpato chiedono le dimissioni del Consiglio di Amministrazione delle farmacie chiamando a rispondere anche il Sindaco Coden che avrebbe autorizzato il comunicato.

Non pensiamo che Coden, già subissato dai problemi dell’ordinaria amministrazione, sia mai stato coinvolto in questa scelta, di sicuro è colpevole di avere avallato le nomine di alcune persone forse adatte allo scontro politico ma non alla gestione che dovrebbe essere neutrale credibile e rispettosa di una società che deve essere imparziale per suo specifico compito.

Come parziale giustificazione secondo il CdA l'episodio è da ascrivere all'azione autonoma di un singolo dipendente, dimenticando che in ogni caso non può il CdA rifuggire dalla responsabilità imposta dal ruolo e non è nemmeno bello fare a scaricabarile coi sottoposti, se pur ..forse, chissà..colpevoli.  Semplificando diciamo che le dimissioni del CdA sembrano un atto doveroso, non per incapacità gestionale ma per non aver capito il ruolo, per l' ingenuità di coinvolgere una società in un contesto dal quale deve stare lontana, per la partigianeria del tutto inutile, per il fatto incredibile in ogni tipo di azienda che il personale si senta autorizzato a scavalcare i propri amministratori perfino su questioni estranee al business  aziendale, al Sindaco il compito di accettarle se non nel caso suggerirle perché come disse il Dalai Lama

“Quando perdi,

non perdere

anche la lezione

che dovresti imparare”.



 
 
 

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