PARLIAMO DI TERZA ETA’
- improntaredazione
- 1 giorno fa
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Non si capisce perché l'età degli anziani si definisca “la terza età” quasi che esistesse una “prima età” e una “seconda età”. Tanti, troppi luoghi comuni si sono venuti a creare su un periodo, non ben definito, della vita di un individuo che, nel suo scorrere, vede il percorso di un'alba e di un tramonto, di un inizio e fine anno, di un principio e fine. Questo prolungamento nelle aspettative di vita di un individuo, anziché essere considerato un beneficio evoluzionistico è divenuto un “peso”.
Un peso perché l'anziano e meno agile, è più lento nei movimenti, si ammala più frequentemente, sente meno della norma, vede con maggiore difficoltà, elabora i ragionamenti in un tempo più lungo, è legato ad una musica antica e barbosa, non sa usare la tecnologia dei computer e dei cellulari, non sa dialogare con i giovani e, non ultimo, innalza il tetto delle pensioni.
L'anziano diventa di fatto un peso soprattutto per i giovani che lo mal sopportano. Nei popoli antichi l'anziano era al centro della società ed era considerato il “saggio”. I giovani e gli stessi adulti si rivolgevano a “lui” per chiedere consiglio e perché li aiutassero a prendere decisioni difficili. Quando un anziano parlava tutti si tacitavano e stavano ad ascoltare in devoto silenzio le parole dai preziosissimi contenuti.
Tutto o quasi è dovuto all' educazione, non all'educazione attraverso dogmi impartiti, ma, più semplicemente, attraverso gli esempi che i genitori dovrebbero poter dare ai propri figli. Il reiterato esempio diviene un dogma da seguire senza che questo sia stato imposto. Man mano che le generazioni si sono succedute l'educazione è divenuta sempre più permissiva e corredata di una serie di regali atti a colmare dei vuoti di presenze importanti.
Il cedere il posto a sedere ad un anziano, aiutare l'anziano a portare pesi impegnativi, fare silenzio e ascoltare quando l'anziano parla, partecipare attivamente alle riunioni familiari chiedendo consiglio e supporto ai propri genitori, recarsi al cimitero per portare fiori al genitore o al nonno scomparsi e così avanti, mai dimenticando che l'anziano è stato il capostipite della famiglia e non il vecchio o la vecchia fastidioso/a e petulante.
Bello sarebbe se giovani e meno giovani imparassero ad amare la terza età, ma non solo quella che li coinvolge da vicino, ma tutta l'anzianità che altro non è che una tappa della vita e che prima o poi vivranno anche loro. Far sentire all'anziano la comprensione, l'affetto, il supporto, senza dover forzare la propria indole, sarebbe un passo importante.
Due sono le possibilità; o la “terza età” si è evoluta così malamente da subire un regresso catastrofico, o sono i giovani che per la loro frenesia di vita e di interessi egoistici ne farebbero volentieri a meno
Quando inizia la terza età? La risposta di questa domanda è abbastanza soggettiva. Generalmente, infatti, la terza età viene considerata tale a partire dai 65 anni di età.
Tuttavia questa stima può variare non solo a seconda del proprio paese e della cultura locale, ma anche in base alle abitudini personali e alla gestione della quotidianità.
In alcuni paesi più modernizzati per esempio la terza età inizia con i 70 anni. Inoltre, come detto precedentemente, la definizione di terza età è molto sfumata da persona a persona a seconda delle condizioni di salute e del livello di attività fisica e mentale.
Ecco, dunque, che alcune persone potrebbero considerarsi protagoniste della terza età anche prima o dopo di questa fascia in base alle loro esperienze e sensazioni personali.
La terza età porta con sé segnali identificativi specifici che seguono un loro corso e variano da persona a persona, secondo tempi e modalità differenti. I cambiamenti possono essere sia fisici sia mentali.
I segni fisici includono, tra gli altri: una progressiva lentezza psicomotoria, una progressiva incurvatura della postura, il possibile sviluppo di malattie organiche legate all'apparato osteo-articolare, malattie croniche quali ipertensione, tremolii, sordità, perdita di mobilità e della propria autonomia
Il corpo cambia e, con esso, anche la percezione che la pena ha di sé.
Accettare questi cambiamenti rappresenta un compito evolutivo importante e necessario per il benessere psicofisico della persona anziana. Oltre ai segnali fisici, è importante considerare anche i segni psicologici che questa fase porta con sé. Diversi studi hanno confermato come la vecchiaia, al pari dell'adolescenza, richiede di ridefinire una nuova identità personale e sociale.
La transizione alla terza età implica l'emergere di una notevole quantità di stress che, se non adeguatamente gestito, può evolvere principalmente in disturbi dell'umore e dell'ansia. Lo stress deriva dalla consapevolezza di dover affrontare la realtà con una minore autonomia e una maggiore necessità di affidarsi agli altri.
Può derivare anche da malattia, lutti e cambiamenti di ruolo sociale. La famiglia, svolge un ruolo fondamentale.
Rimanere attivi in età avanzata non è solo un modo per passare il tempo, ma gioca un ruolo fondamentale nel preservare le funzioni cognitive e promuovere il benessere generale. Mantenersi attivi aiuta a mantenere le funzioni cognitive. Inoltre, migliora la salute fisica e il benessere mentale.
Promuovendo uno stile di vita attivo, gli anziani possono migliorare la loro qualità di vita e potenzialmente rallentare gli effetti dell' invecchiamento. Oltre ai benefici per la salute, le attività offrono agli anziani l' opportunità di socializzare, applicare le competenze sviluppate nel corso degli anni e persino scoprire nuove passioni. Mantenere corpo e mente impegnati contribuisce a un processo di invecchiamento più soddisfacente e piacevole. Quindi la prima raccomandazione è di fare attività fisica.
L'attività fisica, quando adattata alle condizioni di salute e fisiche dell'individuo, è un' altra forma essenziale di svago per gli anziani. Consultare un professionista sanitario è sempre il primo passo per determinare gli esercizi più appropriati, ma numerose opzioni a basso impatto sono adatte agli anziani. Attività come ginnastica dolce, yoga per anziani e Pilates possono migliorare la flessibilità, la forza e l'equilibrio. Tuttavia, rimanere attivi non richiede necessariamente routine di esercizio formali. Qualcosa di semplice come camminare può apportare enormi benefici alla salute.
Le passeggiate regolari aiutano gli anziani a mantenere un peso corporeo sano, abbassare la pressione sanguigna e ridurre il rischio di malattie croniche come il diabete di tipo 2.
Inoltre, camminare promuove la salute cardiovascolare, rafforza il sistema muscolo-scheletrico e ha un impatto positivo sul benessere mentale. Offre anche un'ottima opportunità di socializzare, sia camminando con un amico, un familiare o persino un animale domestico, rendendola un' attività accessibile per molti anziani.
Le attività manuali e creative offrono un modo gratificante per esprimersi, mantenere la mente attiva e preservare la destrezza. Queste attività possono essere calmanti e terapeutiche, offrendo anche un senso di realizzazione. Ecco alcune attività manuali e creative perfette per gli anziani:
Cucire, ricamare e lavorare a maglia sono mestieri tradizionali. Queste attività aiutano gli anziani a creare oggetti. Inoltre, migliorano la coordinazione occhio-mano e le abilità motorie fini. Sono anche un modo rilassante per passare il tempo.
Giardinaggi: Curare le piante può essere un'attività gratificante e rilassante.
Il giardinaggio aiuta gli anziani a rimanere fisicamente attivi e in contatto con la natura, stimolando i sensi.
Progetti fai-da-te (Bricolage): Riparare oggetti rotti, creare album fotografici o fare composizioni floreali stimola la creatività. Questi progetti danno agli anziani un senso di scopo attraverso il lavoro manuale.
Cucinare: Preparare pasti può essere sia piacevole che utile. Cucinare permette agli anziani di restare attivi in cucina, e condividere pasti fatti in casa con familiari o amici rafforza i legami sociali.
Pittura, disegno, colorazione: Le attività artistiche come dipingere o disegnare offrono uno sfogo per l'espressione creativa. Queste attività sono ottime anche per ridurre lo stress e migliorare la concentrazione.
Origami e collage di carta: Lavorare con la carta per creare origami o collage incoraggia la concentrazione e le abilità motorie fini, permettendo agli anziani di esplorare texture e forme diverse.
Ascoltare musica e suonare uno strumento: La musica può evocare emozioni e ricordi potenti. Gli anziani possono rilassarsi ascoltando le loro canzoni preferite o rimanere impegnati suonando uno strumento musicale.
Leggere libri e riviste: La lettura è un'attività senza tempo che aiuta gli anziani a mantenere la mente acuta, arricchire le loro conoscenze e offrire una fuga in mondi diversi.
Scrivere: Che si tratti di annotare ricette, canzoni, poesie o aneddoti di vita, scrivere dà agli anziani la possibilità di preservare i ricordi e condividere la loro saggezza con le future generazioni.
Queste attività manuali e creative offrono non solo stimolazione mentale e fisica, ma anche un senso di realizzazione, rendendole un modo meraviglioso per gli anziani di trascorrere il loro tempo in modo produttivo e gioioso.
Partecipare ad attività sociali e ricreative non è solo divertente, ma è cruciale per mantenere l'agilità mentale e il benessere emotivo negli anziani.
Giochi di carte: Giochi classici come bridge o ramino possono essere sia stimolanti mentalmente che un ottimo modo per legare con gli altri.
Dama e scacchi: Questi giochi basati sulla strategia sono ideali per mantenere la mente attiva e migliorare la funzione cognitiva.
Puzzle: I puzzle a incastro sono un modo rilassante e gratificante per passare il tempo. Aiutano a migliorare la concentrazione e la pazienza.
Giochi numerici: Il Sudoku e altri puzzle numerici sono ottimi per risolvere problemi. Mantengono il cervello attivo e sono anche divertenti.
Videogiochi e giochi online: Per gli anziani tecnologicamente abili, i videogiochi e i giochi online aprono un nuovo regno di svago, ma attenzione ai siti dove si entra, evitare sempre e comunque di dare dati personali o riferimenti a codici bancari, carte di credito etc.
Quindi, in conclusione, la cosiddetta terza età è un periodo che va vissuto pienamente e, oltre all'assistenza, agli abbracci e alla gentilezza, una persona in difficoltà ha bisogno anche di parole che sappiano strappare un sorriso, stimolare riflessioni, ricordi o, semplicemente, scaldare il cuore. Perché:
“Non si smette di ridere
invecchiando,
si invecchia quando
si smette di ridere.”
(George Bernard Shaw)
Massimo Turci




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