L'Impronta sportivaPala Italia Santa Giulia Ice Park Unipol Dome. Servirà anche alla nostra città?
- improntaredazione
- 5 giorni fa
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Diciamoci la verità.
Non sarà una cattedrale nel deserto, nel senso stretto del termine.
Tra tangenziale, ferrovia, metropolitana, linee tram e autobus, aeroporto di Linate, ciclabile da Milano, una futura tramvia e un parcheggio della capienza di circa 2.750 posti auto che si sviluppa su 8 o 9 livelli ottimo hub per la metro, oltretutto non distante dai palazzi di Sky e del gruppo ENI, non ultimo l' ospedale Monzino, il Pala Italia Ice Park di Santa Giulia non dovrebbe soffrire di solitudine. Però è anche vero che in passato gli ecomostri ci sono stati anche in centro città, sicuramente figli di una errata gestione manageriale.
Sarà quindi onere e non solo onore dell'azienda tedesca Eventim, proprietà dell'Arena e che organizza eventi e gestisce la piattaforma di biglietteria TicketOne a mantenere viva l'area. Il 23 gennaio è arrivata l' ufficialità. Si chiamerà “Unipol Dome” l'Arena di Santa Giulia.
La compagnia assicurativa e Cts Eventim, società tedesca che opera nell'organizzazione di eventi e nella vendita di biglietti ed è proprietaria della struttura, hanno siglato un accordo che assegna al gruppo assicurativo il ruolo di sponsor principale, con il diritto di dare il nome all'impianto sportivo.
Non entriamo qui nel merito del fatto che l'ultimo bullone verrà stretto la mattina del 6 febbraio (se non oltre) ma quello che ci riguarda più da vicino è se il futuro di quest'opera da 180 milioni di euro divenuti poi un cifra finale stimata oscilla tra i 250 e i 280 milioni di euro può portare vantaggi alla nostra città considerando anche che l'intero masterplan Santa Giulia include la rigenerazione di tutta l'area (incluso il parco, le residenze e gli uffici) ed è stimato in circa 3,5 miliardi di euro.
“Le Legacy”. Dopo il 15 marzo data di chiusura delle Paralimpiadi dove il Pala Ice Hockey ospiterà la disciplina del Para Ice Hockey ( 15 marzo alle 16:05 ci sarà la finale) l'intera area cambia vestito. L'ago della bussola, che è sempre stato girato a sud-ovest verso Assago o a nord-ovest verso lo stadio San Siro, adesso dovrà guardare anche a sud-est e tenere conto di una struttura che già di fatto ha rivalutato per esempio il patrimonio immobiliare della zona, inclusa Peschiera Borromeo, con ricadute positive su commercio, ristorazione, ospitalità e servizi anche a Peschiera Borromeo.
Ma il dopo Milano Cortina? Gli organizzatori di Milano Cortina hanno preso in affitto da Eventim per le partite di hockey la struttura ma in realtà è stata pensata principalmente per i concerti anche se ovviamente potrà ospitare eventi sportivi di ogni tipo. Il calendario degli appuntamenti è già fitto.
Si va dai concerti di Ligabue (6 maggio) e di Annalisa (9 maggio) al grande appuntamento europeo del 19 Giugno 2026: Eurovision Song Contest Live Tour. L'Arena di Milano (da non confondersi con quella Civica) sarà una delle tappe del primo tour ufficiale che celebra i 70 anni della manifestazione europea.
Per lo sport: uno su tutti, Eurovolley 2026. Sono già stati annunciati accordi per ospitare le fasi finali (semifinali e finali) dei campionati europei di pallavolo maschile. Si parla poi insistentemente di una possibile candidatura per le ATP Finals qualora dovessero lasciare Torino in futuro. Dal punto di vista sportivo, la vicinanza a una struttura di livello internazionale offre nuove opportunità per società e associazioni locali (eventi, collaborazioni, visibilità), crea un forte effetto emulativo sui giovani, incentivando la pratica sportiva. Anche solo ipotizzare di portare una squadra di ragazzi di Peschiera Borromeo a vedere un evento sportivo utilizzando con poche fermate la linea 66, è uno scenario che smuove tutto il settore giovanile. L'accordo poi con il comune di Milano che prevede anche giornate di utilizzo a canone zero per eventi di beneficenza o sociali apre nuove prospettive non tanto alle ASD, ma sicuramente alle società sportive.
Il sindaco di Peschiera Borromeo, Andrea Coden, interrogato sull'argomento ha rilasciato la seguente dichiarazione: “ Il primo vantaggio è di natura sportiva: avere a pochi chilometri un'infrastruttura di livello internazionale significa offrire ai nostri giovani, alle società sportive e alle scuole un punto di riferimento, un luogo che può ispirare, creare collaborazioni e favorire la crescita della cultura sportiva a tutti i livelli. Chissà che possa diventare un'opportunità anche per nostre società sportive per crescere e aprirsi a nuove prospettive? Credo inoltre che i benefici vadano oltre lo sport. Dopo le Olimpiadi, il Pala Italia diventerà un polo per grandi eventi, concerti, manifestazioni culturali e fieristiche. Questo genererà un indotto economico importante anche per Peschiera Borromeo: penso alle attività commerciali, alla ricettività, alla ristorazione e ai servizi, che potranno intercettare nuovi flussi di persone e nuove opportunità di lavoro”.
Ma è tutto oro quel che luccica? Ovviamente no. I costi di gestione saranno la cartina di tornasole affinché non si ripeta in zona quell' ecomostro che ci ha tenuto compagnia per venti anni, in zona Ponte Lambro, figlio di Italia 90, demolito poi nel 2012. È una grande scommessa.
Se tutto andrà bene, Milano avrà finalmente un'arena indoor di livello europeo e un nuovo parco vivibile.
Se però i tempi dovessero slittare ancora o se la gestione post-olimpica non fosse impeccabile, il rischio di trovarsi con un' infrastruttura sottoutilizzata o un quartiere cantiere per altri dieci anni è reale. Inutile criticare adesso la mancanza del doppio anello o di servizi assenti. Giudichiamo tra due anni il futuro Parco Santa Giulia se sarà un fiore all'occhiello.
Peschiera Borromeo intanto aspetta se stessa.
di Fabio Del Prete
