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L'ACCETTAZIONE DELL'EREDITÀ CON BENEFICIO DI INVENTARIO

  • improntaredazione
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

L'ordinamento giuridico italiano prevede che l' eredità possa essere accettata in due modi: puramente e semplicemente, oppure con beneficio di inventario

Quest'ultima modalità rappresenta un fondamentale strumento di tutela per il chiamato all'eredità, consentendogli di acquisire la qualità di erede senza esporre il proprio patrimonio personale al rischio di dover rispondere illimitatamente dei debiti del defunto.

 

1. Nozione ed Effetti Principali

L'accettazione con beneficio di inventario è un atto giuridico attraverso il quale il chiamato all'eredità manifesta la volontà di accettarla, ma con una precisa limitazione di responsabilità. L'effetto principale, come sancito dall'articolo 490 del Codice Civile, consiste nel "tener distinto il patrimonio del defunto da quello dell'erede".

 

Da questa separazione patrimoniale derivano tre conseguenze fondamentali:

1. Limitazione della responsabilità intra vires hereditatis: L'erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti. Ciò significa che i creditori del defunto possono aggredire solo i beni facenti parte dell' asse ereditario e non il patrimonio personale dell'erede.

 

2. Preferenza dei creditori ereditari: I creditori dell' eredità e i legatari hanno un diritto di preferenza sul patrimonio ereditario rispetto ai creditori personali dell' erede .

 

3. Conservazione dei diritti e obblighi: L'erede conserva verso l'eredità tutti i diritti e gli obblighi che aveva nei confronti del defunto, ad eccezione di quelli estintisi con la morte .

Inoltre, l'erede che accetta con beneficio d'inventario è tenuto a un'amministrazione diligente dei beni ereditari, ma la sua responsabilità è attenuata, rispondendo solo per "colpa grave" .

 

2. La Procedura: una Fattispecie a Formazione Progressiva

L'accettazione con beneficio d'inventario è considerata dalla giurisprudenza una "fattispecie a formazione progressiva", il cui perfezionamento richiede il compimento di due distinti adempimenti, entrambi essenziali (Cass. Civ., Sez. 2, N. 19010 del 11-07-2024).

 

1.La Dichiarazione:

L'accettazione deve essere formalizzata mediante una dichiarazione espressa, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. Tale dichiarazione viene poi inserita nel registro delle successioni.

 

2. L'Inventario: La dichiarazione deve essere "preceduta o seguita dall'inventario", redatto nelle forme prescritte dal codice di procedura civile. L'inventario è un'operazione contabile volta a determinare con esattezza l'attivo e il passivo del patrimonio ereditario.


La giurisprudenza ha chiarito che entrambi gli atti sono elementi costitutivi del beneficio. La sola dichiarazione di accettazione determina l'acquisto definitivo della qualità di erede, ma la limitazione della responsabilità è condizionata alla tempestiva redazione dell' inventario. In mancanza di quest' ultimo, l'accettante è considerato erede puro e semplice, non perché perda il beneficio ex post, ma perché non lo ha mai effettivamente conseguito .

 

3. Termini per l' Accettazione e la Redazione dell' Inventario

Il Codice Civile distingue due scenari principali, con termini perentori il cui mancato rispetto comporta conseguenze significative:

· Chiamato nel possesso dei beni ereditari: Se il chiamato all'eredità si trova a qualsiasi titolo nel possesso di beni ereditari, deve compiere l' inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità. Trascorso inutilmente questo termine, egli è considerato erede puro e semplice.

Una volta completato l' inventario, ha quaranta giorni per deliberare se accettare o rinunciare; in caso di silenzio, è considerato erede puro e semplice.

·Chiamato non nel possesso dei beni ereditari: Se il chiamato non è nel possesso dei beni, può fare la dichiarazione di accettare con beneficio d 'inventario fino a che il diritto di accettare non si sia prescritto (normalmente dieci anni). Una volta resa la dichiarazione,

ha tre mesi di tempo per redigere l'inventario; in mancanza, è considerato erede puro e semplice.

 

4. La Tutela degli Incapaci e delle Persone Giuridiche

L'accettazione con beneficio d'inventario assume un ruolo di protezione ancora più marcato per determinate categorie di soggetti. Per i minori, gli interdetti, gli inabilitati e le persone giuridiche, questa forma di accettazione non è una facoltà, ma un obbligo.



Una sentenza del Tribunale di Termini Imerese ha ribadito che il rappresentante legale di un incapace non può accettare l'eredità in modo diverso da quello prescritto dall'art. 484 c.c., e che qualsiasi forma di accettazione diversa (come quella tacita) è da considerarsi nulla e improduttiva di effetti .

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno fornito un chiarimento fondamentale in materia, stabilendo che per i minori, la dichiarazione di accettazione resa dal legale rappresentante è sufficiente per far acquisire la qualità di erede. L'inventario, che può essere completato fino a un anno dopo il raggiungimento della maggiore età, attiene invece al consolidamento del beneficio della limitazione di responsabilità.

Di conseguenza, una volta effettuata la dichiarazione, il minore è erede e non potrà più rinunciare all'eredità una volta divenuto maggiorenne.

Per le persone giuridiche, la giurisprudenza ha specificato che la mancata redazione dell' inventario nei termini rende inefficace la dichiarazione di accettazione.


Tuttavia, l'ente non diventa erede puro e semplice, ma rimane nella posizione di "chiamato all'eredità" e può, entro il termine di prescrizione, effettuare una nuova e valida dichiarazione di accettazione beneficiata.

 

5. Profili Processuali

La limitazione di responsabilità derivante dal beneficio d'inventario deve essere fatta valere nel processo. La giurisprudenza la qualifica come un'eccezione in senso lato, il che significa che può essere  rilevata anche d'ufficio dal giudice, qualora risulti documentata in atti, e può essere sollevata per la prima volta anche in appello .Tuttavia, è onere dell' erede che intende avvalersene dedurla nel giudizio di cognizione in cui un creditore ereditario fa valere la propria pretesa. Se l'erede non solleva tale eccezione, la sentenza di condanna che ne consegue formerà un titolo esecutivo non più contestabile in sede esecutiva.

In altre parole, l'erede non potrà opporre il beneficio per la prima volta durante l' esecuzione forzata per evitare l' aggressione dei propri beni personali . La limitazione di responsabilità, quindi, pur operando sul piano sostanziale, deve essere tempestivamente eccepita sul piano processuale per essere efficace.

Avv. Dario De Pascale

 

a cura di Avv. Dario De Pascale

d.depascale@depascaleavvocati.it  - Tel. 02.54.57.601

Per qualsiasi approfondimento delle tematiche affrontate,

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