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Il "Borsellino" di Peschiera Borromeo: la lunga (e travagliata) storia di un gigante ferito in attesa di riscatto

  • improntaredazione
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

La storia del Centro Sportivo "Paolo Borsellino" di Peschiera Borromeo è un vero e proprio romanzo di amministrazione pubblica, fatto di grandi speranze, successivo degrado, segnali di rinascita e stallo di un bene che la città vorrebbe condividere. Potremmo dire “vorrei ma non posso”.

 

La struttura, centrale per la comunità locale, ha vissuto momenti travagliati, culminati anche con chiusure temporanee ma anche periodi d'oro e interventi di riqualificazione.

 

Ecco i punti chiave della sua storia:

● 1992 Conclusione dell'opera

● 1993 Inaugurazione ufficiale e intitolazione al giudice Paolo Borsellino (1940-1992)

● 1992 - 1997 Gestione comune

● 1997 - 2012 Gestione Acli

● 2013 - 2033 Gestione Ausonia Calcio

 

L'INAUGURAZIONE

L'inaugurazione ufficiale del centro sportivo di via Carducci a Peschiera Borromeo, con la sua contestuale intitolazione a Paolo Borsellino, è avvenuta il 22 maggio 1993.

La data non fu scelta a caso. Cadeva infatti il giorno precedente al primo anniversario della Strage di Capaci (23 maggio 1992), unendo idealmente nel ricordo i due magistrati Falcone e Borsellino.

La figura di Paolo Borsellino era molto legata al mondo dello sport come strumento di riscatto sociale al punto tale che la sua intitolazione segnò quasi un precedente, avviando successivamente in tutta Italia altri centri sportivi non solo a lui dedicati ma anche al giudice Giovanni Falcone.

 

L'EPOCA D'ORO

Calcio a 11 e atletica ma anche tennis, bocce, un muro per allenarsi a tennis, basket (indoor / outdoor), tiro con l'arco. Unico centro in zona con una parete di arrampicata outdoor per allenarsi. Non sono state poche le discipline che hanno caratterizzato l'impianto. Attraverso il cancello d'ingresso di via Carducci sono passate pagine di storia sportiva.

Per l'atletica leggera grandi campioni come Genny Di Napoli (due volte campione mondiale indoor nei 3000 metri), Illias Aouani (recente medaglia di bronzo alla maratona di Tokyo e detentore del record italiano di maratona), Giuseppe Gibillisco (campione mondo salto con l'asta), Fabio Grossi (Olimpiadi 4x400 Barcellona 1992), Giancarlo Ballico, pluricampione italiano Master in diverse specialità (velocità, ostacoli, decathlon).

Per il calcio poi l'erba verde è stata attraversata da squadre del Torino, del Bari, della Lazio e anche a livello internazionale della Romania per una rifinitura precedente la gara ufficiale a San Siro. E poi molti eventi sportivi che hanno richiamato migliaia di sportivi, come i tornei di bocce che hanno visto Peschiera Borromeo al centro dell'attenzione grazie anche al rifacimento dei campo fatti nel 2003 a cura dell'allora amministrazione comunale e che ha permesso di considerare il centro uno dei migliori impianti di Milano, ospitando gironi eliminatori e semifinali di manifestazioni nazionali, come campionati italiani, regionali e coppa Italia. E poi le varie scuole tennis che si sono succedute, i tantissimi ragazzi delle elementari delle Lambriadi fino alla scuola Brera di calcio. Ma il centro sportivo è stato anche un agorà per tante attività ludiche. Delle serate danzanti con Radio Zeta, al glorioso Carnevale, dalle innumerevoli feste dello sport e delle associazioni sportive,  alle “castagnate”.

 

CAMBIA LA GESTIONE

Finita la gestione ACLI (1992-2012) parte il bando per la successiva gestione che vedeva da una parte un impianto che, dopo vent'anni doveva essere riqualificato, dall'altro l'avvio della prima vera spending review con il decreto legge n. 52 del 7 maggio che tarpò le ali a tante associazioni del territorio. E così, dopo una gestione provvisoria, arriva nel 2013, con durata della concessione di venti anni, l'assegnazione alla società di calcio Ausonia con anche la gestione del campo di calcio di San Bovio. Iniziano i lavori di riqualificazione di alcune parti ma non di tutte facendo così nascere un braccio di ferro tra la società Ausonia e l' amministrazione comunale a causa di alcune voci del capitolato messe in discussioni da entrambe le parti, o addebiti non nelle giuste competenze. Il compianto sindaco Augusto Moretti, con lo scopo di analizzare gli atti amministrativi alla base della concessione dei campi sportivi Borsellino e San Bovio affidati, avviò una commissione d' inchiesta consiliare (maggioranza+ opposizione). La prematura scomparsa poi del sindaco Moretti non ha comunque interrotto il lavoro della commissione ancora secretata.

 

LO STATO ATTUALE

Attualmente la struttura è attiva e funzionale, con il calcio a 11, 2 campi a 7, 2 campi a 5, una nuova area cani per l'agility dog, le bocce, l'attività dell'atletica leggera anche se la pista è utilizzabile solo per corsi giovanili e manifestazioni non agonistiche, non essendo più omologata, un servizio ristoro (Bar) più spogliatoi per le squadre e gli arbitri. Restano aperti alcuni nodi cruciali del capitolato 2013; la mancata attuazione di clausole fondamentali ha di fatto frenato la crescita prevista per l'intero polo sportivo come la pista di atletica, che nel frattempo è precipitata in uno stato di forte degrado e sarà necessario rifarla da zero, alle infiltrazioni di acqua sul campo di bocce, al teleriscaldamento presente ma non sfruttato appieno.

Anche l' attività tennistica, fiore all' occhiello degli anni 2000, è attualmente ferma. La struttura presenta poi il conto di 30 anni di vita con le parti comuni da rifare ex novo, inclusa una tribuna al limite della sicurezza.

 

UNA VISIONE CHE VA OLTRE

“IL SUDORE IN CAMPO”

Nelle città di provincia, lo sport non è quasi mai "solo sport". È l'ultimo collante sociale rimasto, una sorta di piazza del mercato moderna dove si intrecciano dinamiche politiche, educative e identitarie. La storia del "Borsellino" di Peschiera Borromeo è quindi un esempio di come le infrastrutture sportive periferiche possano soffrire a causa di modelli gestionali difficili, pur restando fondamentali per il territorio.Quando in provincia una squadra locale vince, sia essa di calcio, basket, pallavolo o altro, è il simbolo dell' appartenenza. Vincere contro il comune confinante per esempio, magari più grande o più ricco, non è una questione di trofei, ma di orgoglio territoriale. Questo crea una base di tifosi e volontari incredibilmente fedele, ma carica anche le società sportive di una responsabilità sociale enorme: se il centro sportivo chiude, o non è parte integrante del tessuto urbano, non muore solo un' attività, sparisce un pezzo di identità cittadina.

 

"La sua rinascita sarebbe il segnale che i valori olimpici e paralimpici non sono solo medaglie da appuntarsi alla giacca, ma cultura del benessere per tutti.»

 

Papa Francesco, parlando spesso dello sport, ha sottolineato come il campo sportivo sia un laboratorio di civiltà:

"Il centro sportivo non è solo un luogo di allenamento fisico, ma una palestra di relazioni e di regole. Lì s'impara che non si gioca mai da soli, ma si cresce insieme.»

 

IL CORAGGIO DI ESSERE IMPOPOLARE

In tutte le cose c'è sempre un prezzo da pagare, economico o politico (o entrambi), ma qualunque scelta verrà presa, serve che arrivi al più presto una accelerazione sulla questione senza arrivare a scadenza del bando (2033).

Le “Legacy” di Milano Cortina devono fare scuola e certamente può capitare che serva il coraggio di prendere decisioni anche impopolari ma con un'ottica a lungo termine possono essere la base di partenza per avere quella cultura sociale e di comunità che solo lo sport è in grado di garantire.

di Fabio Del Prete



 
 
 

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