I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO: COME SI MANIFESTANO NEI MASCHI E NELLE FEMMINE
- improntaredazione
- 4 giorni fa
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I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO:
COME SI MANIFESTANO NEI MASCHI E NELLE FEMMINE
I disturbi dello spettro autistico sono condizioni che esprimono un'atipia del neurosviluppo, sulle cui cause non vi è ancora un accordo condiviso, ma gli studiosi concordano nel sostenere l’interazione di fattori genetici e ambientali, oltre ad altre variabili di ordine biologico.
Si stima che in Italia l'autismo interessi circa 600 mila persone.
Le principali caratteristiche dell'autismo sono:
deficit nei comportamenti comunicativi e sociali e limitato interesse per l'ambiente: i soggetti autistici hanno difficoltà a comunicare con gli altri, a stabilire un contatto visivo-attentivo, a imitarne il comportamento e a comprenderne pensieri, emozioni e sensazioni;
comportamenti, interessi e attività ristretti (come movimenti ripetitivi e comportamenti ritualizzati);
un'eccessiva aderenza alla routine;
iper-reattività e/o ipo-reattività agli stimoli sensoriali.
Lo spettro autistico è concepito come un continuum, in base alla gravità dei disturbi, per cui alcune persone mostrano sintomi lievi, altre moderati e altre ancora sintomi gravi. Si differenziano, inoltre, soggetti autistici ad alto funzionamento e soggetti a basso funzionamento (con quoziente intellettivoinferiore a 70).
Circa il 50% delle persone con un funzionamento autistico presenta ritardo cognitivo, di intensità variabile.
La diagnosi si basa su una valutazione delle manifestazioni cliniche a livello comportamentale e, in genere, viene effettuata nella prima infanzia, ma in alcuni casi i sintomi si evidenziano solo più avanti, quando le richieste sociali aumentano ed eccedono il limite delle capacità.
I disturbi dello spettro autistico sono significativamente più comuni nella popolazione maschile rispetto a quella femminile: il rapporto stimato sarebbe di 4 a 1.
Non sono ancora del tutto note le ragioni per le quali l'autismo venga maggiormente riscontrato tra i maschi. In parte, la spiegazione risiederebbe nelle differenze biologiche di genere, ma alcuni studiosi ipotizzano che l'autismo sia semplicemente meno diagnosticato nelle femmine perché i sintomi tipici potrebbero manifestarsi in modo differente tra i diversi generi.
Le femmine presenterebbero meno comportamenti ripetitivi rispetto ai maschi, soprattutto durante il periodo dell'adolescenza. Inoltre, le femmine avrebbero tipi di interessi socialmente più accettabili, quali ad esempio la visione di fiction, passare tempo con gli animali e condotte alimentari stereotipate.
Le ragazze tenderebbero maggiormente a sviluppare delle strategie compensatorie in ambito sociale, imitando gli altri nelle interazioni. Questa tendenza viene chiamata camuffamento (camouflaging).
Un altro aspetto da considerare è che gli strumenti diagnostici utilizzati per la valutazione dei disturbi dello spettro autistico sono stati sviluppati e validati utilizzando campioni prevalentemente maschili, per cui potrebbero essere meno sensibili al modo in cui l' autismo si presenta nelle donne.
Pertanto, l'autismo sarebbe più difficile da rilevare nelle ragazze e, non di rado, verrebbe diagnosticato più tardivamente.
Benchè negli ultimi anni sia stata dedicata una maggiore attenzione alla specificità della manifestazione dell'autismo nella popolazione femminile, occorre proseguire la ricerca per poter affinare gli strumenti di valutazione e attuare interventi sempre più mirati.
Dr.ssa Stefania Arcaini
Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti.
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